L’officina e gli arnesi per iniziare
Chi vuole fare del ferro battuto deve avere uno spazio dove lavorare, non necessariamente all’interno di qualche edificio.   

Un campo va benissimo, consiglio eventualmente di fare una tettoia, dalle mie parti la pioggia è bagnata e rompe le balle.

Da evitare le stanze di casa, il salotto dove lavorerei volentieri, ha delle controindicazioni, sul tipo, che verrei menato da mia moglie e in precedenza lo avrebbe fatto la Mamma.

Ha scarsa importanza che sia più alto di un metro e novanta e pesi 110 kili, quelle due riuscirebbero a farlo.

Quindi prima di mettersi in testa di fare questo mestiere serve già qualcosa di importante.

 

Se trovare il posto risolverebbe i problemi, l’inizio non sarebbe neanche male, ma serve ancora una cosa basilare, non si vede ma quando si tocca fa saltare per aria.

Parlo della forza motrice.

(quando dico, forza motrice, parlo di corrente elettrica.

C’è sempre qualche pirla che interviene citando l’acqua che faceva lavorare magli forge ecc… ecc…

Viviamo nel 2016 e quelle cose sono solo folklore, lo dice uno che su quelle trasmissioni ha forgiato dei pezzi, rievocare il passato non serve a niente, solo ad immaginarsi situazioni romantiche)

Quindi prima di iniziare dobbiamo affrontare questi due costosi fatti.

Come abbiamo iniziato?

Bhe! la maggior parte di noi nel garage della casa dei genitori o in cantina.

Come al solito cerco di schematizzare il più possibile di seguito in ordine di importanza inserirò cosa serve per fare il fabbro.

Ci saranno delle sorprese.

 

 1) Il posto dove lavorare.

Al di la delle battute più o meno stupide, serve una stanza dove lavorare.

Parlo di essenzialità. 

Che dimensioni deve avere? 

Niente di che, 20 metri quadrati sono sufficienti.

Vi sembrano pochi?

Franco Antonetti, un grande fabbro fiorentino ha lavorato in un posto ancora più piccolo, per giunta senza finestre, per tutta la vita e ha fatto innumerevoli opere in ferro battuto.

E’ solo uno degli esempi che posso citare in quanto sono stato da lui molte volte.

 2) La forza motrice   

Serve la corrente, quanta? all’inizio 3 kw sono sufficienti.

3) La saldatrice elettrica   

Si l’arnese principale è questo macchinario, senza questo non si fa niente.

Non è importante il tipo di saldatrice qualsiasi rottame va bene, basta tener presente che gli elettrodi costano.

In un’officina di queste dimensioni la saldatrice MAG è sproporzionata, poi è anche troppo costosa.

Saldature
4) La smerigliatrice angolare   

Si tratta della flex, flessibile o qualsiasi altro nome vogliamo dargli.

E’ un arnese basilare serve per tagliare rapidamente il materiale, e in casi rari a sostituire le vecchie lime. 

5) Gli arnesi manuali   

Il  martello, qualche tenaglia, cacciaviti, chiavi, e qualsiasi altra cosa che serve a manipolare l’acciaio, un pugno di roba.

I cavalletti per appoggiare il lavoro o disegnare.

Il vantaggio è che questi arnesi costano poco per cui quando manca uno, l’investimento non è gravoso.

Non dimenticatevi di carta e matita per disegnare

Il martello   

le tenaglie

il disegno

Bene! a questo punto abbiamo arnesi sufficienti per fare il 90% dei lavori in acciaio.   

Ora vediamo, anche qui in modo essenziale, gli arnesi base per forgiare.

continuerò in ordine di importanza.

6) L’incudine   

Strano il fatto che l’incudine serva prima di riscaldare l’acciaio.

Non è così, si possono fare diversi lavori senza la forgia.

Cosa serve?  Qualsiasi incudine preferibilmente sopra i 50 kg.

Come abbiamo iniziato? Spesso, io compreso, con uno spezzone di binario.

 

 

Le incudini
7) Il fuoco   

Necessariamente dobbiamo accendere il fuoco per scaldare e rendere forgiabile l’acciaio.

Purtroppo dobbiamo necessariamente andare sui mille gradi di temperatura.

Per fare questo lavoro ci sono molti modi, ma nel nostro casa sostanzialmente solo tre.

La forgia, il forno, il cannello ossidoacentilenico.

La forgia è il sistema classico. Una ventola che immette aria sotto un braciere, sul quale arde del carbone.

E’ inutile girarci attorno se uno vuole fare il fabbro deve pensare a comperarla o costruirla.

Il forno, scalda bene ed è alimentato a metano o propano. i forni piccoli non hanno neanche bisogno del camino.

Purtroppo le controindicazioni sono notevoli, i forni professionali costano cifre importanti e hanno consumi non indifferenti, mentre quelli piccoli e accessibili hanno delle camere di combustione piccole.

 Le bombole le scartiamo a priori, troppo costose e poco adatte a fare questo lavoro.

La forgia   

il forno

il cannello

il fuoco

esempi di lavori fatti in situazioni improbabili

8) La morsa   

Serve spesso per bloccare il pezzo.

Quale morsa? Non ha importanza, suggerisco una che abbia le ganasce oltre gli otto centimetri.

La morsa
9) Il trapano   

E’ vero che i fori si fanno a fuoco, ma serve spesso per forare rapidamente dei diametri piccoli o per ripassare fori fatti a caldo.

Che tipo di trapano? Qualsiasi basta un mandrino che giri in senso orario, 

 

Fine   

Non serve nient’altro. Con questi arnesi si fanno tutti i lavori

Passiamo  a questo post dove spiegherò come è strutturata un’officina professionale. 
L’officina professionale   

Manterrò la stessa numerazione per importanza.