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Una ringhiera sulla piazza

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Quando Riva mi ha proposto di pensare alla ringhiera per il balcone sopra l’ingresso del suo locale sulla piazza di Cassacco, avevo le idee chiare, e ho disegnato un parapetto logico e coerente con la casa, una barriera attuale progettata con le conoscenze dell’arte fabbrile del 2010. Ovviamente la mia idea nonostante fosse spiegata, illustrata fin nei minimi particolari è stata bocciata da tutti coloro che hanno avuto in mano il progetto. È noto che quando discuto di ferro battuto ho l’aria di chi è afflitto da un complesso di superiorità, rassicuro tutti che in materia, la mia superiorità è netta, senza alcun tipo di complesso, per questa ragione insistevo per realizzare una ringhiera attuale……….non ho convinto nessuno. Per completezza avevo fatto anche delle altre proposte sottolineando di queste più che altro gli aspetti negativi. Tra le proposte che avevo presentato c’era una che avevo intitolato in questo modo: “una ringhiera vicina nel tempo e lontanissima nel gusto” questo titolo significava che mi ero adagiato a uno stile noto e molto criticato come lo stile floreale, in più per disegnarla mi ero ispirato a un fabbro bellunese che lavorava a Milano morto un’ottantina di anni fa. (col senno di poi mi è anche andata bene, una delle proposte era intitolata “la banalità sulla ringhiera” analizzando una serie di forme spaventosamente scontate) Ebbene, nonostante questi presupposti Riva ha scelto la ringhiera in stile floreale, e mi ha lasciato il compito di costruirla, compito piuttosto facile dato che di mestiere faccio il fabbro ferraio, ma poi mi hanno chiesto anche di spiegarla e analizzarla e questo è un compito arduo, data la mia scarsa scolarizzazione, in fondo su quella parete io volevo scrivere una poesia di Ungaretti e invece mi ritrovo a commentare D’Annunzio. Ho la tentazione di affermare che a Cassacco una ringhiera del genere non c’entra niente, ma in ogni bar vengono vendute le bottigliette della coca cola, e quel articolo in vetro è in Modern Style, quindi un oggetto costruito con un linguaggio classico può sopravivere molti anni dopo il periodo per cui era stato concepito. (Il Modern Style è nato nel 1882 quando Juan Õnos ha forgiato le rostre ogivali di palacio Guell a Barcellona, ed è stato ucciso e sepolto nel 1907 da Picasso quando ha dipinto le demoiselles d’Avignon) Per farla breve ho trovato qualche giustificazione a questo tipo di lavoro non campata per aria, in fondo ci sono dei capolavori in liberty anche dopo il 1907, e persino io sono stato chiamato più volte a costruire oggetti in ferro in quello stile. Il parapetto nasce da un’osservazione alquanto banale, sopra il balcone è inserita nel muro una statuetta della Madonna, e ho pensato che spesso sotto le immagini sacre ci sono dei fiori, quindi il collegamento tra l’elemento vegetale e lo stile è elementare, (tecnicamente si tratta di stile floreale, lontano dall’art noveau, essendo la linea meno curvilinea, linguaggio distante anche dal Modern Style non essendoci nella composizione alcuna linea Glasgow, inoltre, non ha nulla a che vedere con il Jungstile non essendo forgiato in maniera plastica) comunque non ci si può aspettare molto da un povero fabbro di montagna. Analizzo ora nel solito noiosissimo modo la ringhiera, francamente è una rottura di balle tanto chiunque è in grado di capirla, non afferro perché il metodo di analisi debba essere lo stesso sia per un’opera d’arte che per un’opera di vile artigianato. Iniziamo con le croci.

  • Lettura intuitiva

Cioè che impressioni trasmette?

 Ma che cavolo di impressioni può trasmettere una ringhiera? è già molto se non disturba l’armonia della piazza o della casa.

  • Analisi dell’oggetto

Che cosa è?

È una ringhiera,……… ogni volta che faccio questo tipo di analisi mi sento e forse lo sono, uno scemo.

Materiale:

molto evidente, la quasi totalità è costruita con del ferro angolare per il resto sono dei ferri piatti e quadri, non ci sono dei ferri tondi in quanto lo stelo dei fiori ha assunto quella forma dopo la forgiatura a maglio. Lavorazione:La costruzione di questo parapetto è alla portata di tutti, in quanto si tratta di forgiature semplici, nella parte bassa, i ricci sono forgiati solo in testa, le foglie e i fiori sono modellati a freddo e sono stati in seguito attaccati allo stelo con il sistema di bollitura reso noto da Achim Kühn, è lo stesso sistema attualizzato che usavano i fabbri all’inizio del secolo scorso. Questo sistema, si è reso necessario, in quanto se saldavo le foglie e i boccioli con la saldatrice elettrica si sarebbe notato un gradino tra le foglie e lo stelo assolutamente non compensabile, bollendo a fuoco in un colpo solo attaccavo le foglie e armonizzavo la giunta e riducevo il ferro da quadro in tondo, la lavorazione è piuttosto lunga poiché è necessario forgiare prima l’elemento più alto e via di seguito tutti gli altri, se si fa un errore nell’ultima coppia di foglie si butta via tutto o si recupera in modo dozzinale. Il resto della costruzione non ha difficoltà di sorta, non serve neanche saper saldare con la saldatrice elettrica, tutto è chiodato compresi gli steli che fanno da paletto verticale, gli elementi della parte bassa sono fascettati a caldo, insomma banali lavorazioni da fabbro. Il lavoro più importante è quello noioso di limare ogni singola foglia, al tempo che andava in voga quello stile le officine erano piene di apprendisti e a questi venivano affidati questi bassi compiti di manovalanza……………………….Grazie Papà Una protezione data a pennello conclude la lavorazione. In questa sezione per gli addetti ai lavori devo scrivere gli utensili che ho usato:

  • martelli, da 400 a 1400 grammi
  • maglio ad aria da 50 kg
  • mola smeriglio, lime
  • saldatrice elettrica
  • plasma
  • forgia, una cecoslovacca a monticelli bassi
  • tenaglie
  • morsa
  • forchette e cagne
  • il computer
  • il suddeuchformen

 

  • Analisi formale e compositiva

Come sono usati gli elementi della grammatica compositiva?

 Ho utilizzato i vuoti e i pieni in modo molto scolastico, in fondo le linee portanti sono perpendicolari a quelle orizzontali, per slanciare la verticalità la parte inferiore è più affollata ma si tratta di una scelta quasi obbligata, ho inserito la linea ondulata superiore sia per motivi pratici (è il corrimano) sia come richiamo al movimento che c’è nella parte bassa.

Come sono predisposti gli elementi della ringhiera?

 Mettiamola così: gli elementi orizzontali servono solo a tenere unito il tutto, l’elemento base è la pianta costruita sui paletti verticali, ogni stelo inizia in forma simmetrica e finisce in maniera alternata, sia i boccioli che i fiori formano una specie di onda, serve per dare una tensione visiva quando qualcuno sofferma lo sguardo sul parapetto. Inoltre ho voluto che il parapetto sia perfettamente simmetrico su se stesso e ho sottolineato questa mia scelta montando i due paletti centrali senza invertirli. (probabilmente nessuno noterà questa stupida sottigliezza)

Come sono disposti gli elementi all’interno del parapetto?

 Prima di tutto la ringhiera anche se costruita in uno stile del passato è stata costruita nel 2010, è una precisazione dovuta, in quanto la sensibilità di chi la costruisce è notevolmente diversa da persona a persona e da generazione a generazione, come ha scritto Kandinskj nell’incipt dello spirituale dell’arte “ Noi non possiamo avere la sensibilità e la vita interiore degli antichi Greci. E se in scultura tentassimo di adottare i loro principi non faremmo che produrre delle forme simili alle loro ma prive di anima” Per fortuna sono solo un mediocre fabbro, e non vado a fondo su queste teorie, anche perché, se vado dietro a Wassily dovrei armarmi di cannello e distruggere quello che ho fatto, in ogni caso senza pormi alcun problema ho interpretato lo stile alla luce dei miei occhi. (occhiali) La disposizione degli elementi in parte è dovuta non a un libro d’arte, ma a un più prosaico tomo in uso presso gli studi legali, il codice civile, il quale mi fissa almeno due misure l’altezza minima e la distanza tra un elemento e l’altro di una ringhiera, in questo caso invidio gli artisti che nelle loro opere hanno totale libertà. Con questi due vincoli ho costruito in modo non troppo sproporzionato gli elementi. Lo stile floreale si ispirava alla natura in modo persino troppo reale, in questo caso è inutile cercare di capire che tipo di pianta ho copiato, ho semplicemente costruito un fiore che si prestava ad essere realizzato con uno stupido angolare. Tutti avranno notato che i ferri del periodo, realizzati da fabbri dell’epoca sono piuttosto rigidi e posizionati in modo esatto uno con l’altro, questo a lavoro finito dava l’impressione di una certa rigidità formale del pezzo, nel mio caso per evitare questa asprezza ho lasciato le foglie così come sono uscite dalla battitura con il maglio…………bhe non tutte, ho raddrizzato solo quelle che erano decisamente storte.

  • Analisi del contesto

In quale contesto?

 Nell’ambito della riqualificazione di una casa, sulla piazza principale di Cassacco nell’anno del Signore 2010. Senza tanto cercare giustificazioni si trattava di costruire qualcosa di armonioso e di carino, per abbellire non solo la casa ma anche la piazza.

Da chi è stato fatto?

Poi non dovrei sentirmi un cretino a fare questa analisi, l’ho pensata progettata e costruita, come spiegato.

Per chi?

Per Riva.

Con quale scopo?

 Che razza di scopo può avere una ringhiera? la butto lì, per caso quello che la gente non cada di sotto?

  • Analisi del soggetto

Che cosa è raffigurato?

Dei fiori e degli elementi decorativi.

Quale è il significato?

 Non ha nessun significato del tipo che si può dare a un quadro o a una scultura, l’unico significato che do io è la disposizione di una serie di fiori a lungo stelo messi sotto l’immagine della Madonna.

  • Ricomposizione dei dati

Come si lega l’espressività della forma ai significati?

Ma pure il riassunto devo fare. Ho ideato e costruito con del ferro un parapetto per balcone, volendo eseguire dei fiori mi sono ispirato allo stile che più mi pareva adatto allo scopo, il risultato è una ringhiera completa in ogni sua funzione pratica ed anche estetica nonostante lo stile della realizzazione sia datato.

Che valore ha?

 Questa è l’unica parte di tutta l’analisi che ha una logica immediatamente comprensibile e che risponde alla principale domanda di chiunque. Il valore di una ringhiera del genere è dato dal costo dei materiali più il costo delle ore di lavoro, ……. come ovvietà potevo risparmiarmela, in sintesi 180 chili di ferro, il carbone è 1:1 le ore sono 230 (da tener presente che sono un imbranato ) il conto è presto fatto, non ha alcun valore artistico aggiunto.

Ho finito.

Il fabbro ferraio Adriano Cortiula

 

P.S. Quella che volevo fare io era più bella.

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Una sintesi del ferro
Le proposte che faccio per il lavoro sono essenzialmente due, una in uno stile codificato e una in uno stile più attuale, naturalmente spiegherò lo stile attuale mentre per lo stile più datato rimandoalle conoscenze che tutti hanno.
Questo disegno è stato eseguito pensando alla facciata della casa, come si vede è simmetrico(il disegno) e cerca di adattarsi alla facciata.
Sul prospetto della casa si intravedono diversi elementi, il primo dei quali è la bellissima nicchia che ospitala statua della Madonna, anche se in questo caso non c’entra niente con la ringhiera divide assieme alla porta il muro in due parti.
La porta che divide in due il balcone,
Al centro di ogni lato l’intonaco si interrompe lasciando spazio ai sassi sottostanti, facendo emergere un elemento di costruzione semplice e rurale, questo elemento è preponderante sullo sfondo del terrazzino, per questo motivo ho pensato di utilizzare il ferro in modo altrettanto rustico.A questo punto ci sono tutte le informazioni necessarie per provare a disegnare una ringhiera in modo abbastanza logico.
Prima di tutto ho suddiviso il peso visivo, i colori sottolineano il diverso impatto che avrà la ringhiera sul muro.
E’ facile a questo punto individuare le linee costruttive, se si parte dalla simmetria con l’aiuto dei colori si nota come ho utilizzato il ferro, e come ho affollato o diradato il ritmo a seconda che cosa trovi sulla parete.
Dando per scontato che all’epoca della costruzione della casa non dovevano esserci molti profili di ferro in giro, ho optato per un banalissimo piatto, spaccato a scalpello in modo che una parte si sovrapponga all’altra e si supportino a vicenda per mezzo di chiodi. Il ritmo costruttivo si accentuerà sulla parte frontale mentre sui laterali tenderà ad essere (in compatibilità con la legge) più lento, questo per ovvie ragioni di sovrapposizione visiva.
Disegno di scorcio
Come dovrebbe apparire da lontano
Questo è un banale fotomontaggio per rendere l’idea.

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ANALISI DI UN LAVORO IN FERRO BATTUTO DALL’IDEA ALLA COMPLETA REALIZZAZIONE

In questo articolo vedremo come è stata ideata, progettata e costruita, una ringhiera sulla piazza principale di un paesino, ma sopratutto vedremo i perché. Molti rimaranno sconcertati sulla mia arrendevolezza di fronte a un lavoro che non ritenevo adeguato a quel luogo, purtroppo anche io lavoro per vivere, inoltre avere un lavoro sempre esposto al pubblico è una faccenda da non sottovalutare.

In questa esposizione, con parole mie, spiegherò dall’inizio come ho costruito una banale ringhiera, essendo convinto che sia necessario spiegare le insulsaggini che tanti tralasciano convinti che siano chiare ai neofiti di questo mestiere.

E’ un modesto lavoro realizzato con scarsa competenza, ma risolve qualche problema che qualsiasi apprendista si trova davanti.

Tutto ciò che è scritto è vero e verificabile fin nei minimi particolari, compresi i rapporti con la committenza,

Tutto inizia nel solito modo, con un signore che mi chiede di realizzare un parapetto su un balcone, questo balcone si affaccia sulla piazza principale di Cassacco, un paesino del Friuli, ovviamente il comittente aveva le idee chiare e mi disse che lo voleva come quello del municipio che si trova su un’altro lato della piazza.

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Progetto

Si inizia nel solito modo un foglio di carta e una matita, come ho detto più volte sono scarso quindi i disegni come si vedrà sono orribili ma in qualche modo dovevo pur iniziare.il primo schizzo evidenzia il fiore a lungo stelo e il movimento orrizontale come lo avevo in testa.
Continuo disegnando la ripetizione dei verticali
Poi con esemplare incoerenza schizzo i particolari (questo lavoro è opportuno farlo quando è stata disegnata la griglia di costruzione)
Le prime idee sul come fare i fiori
A questo punto abbandono la matita e i foglietti e inizio con l’inserire l’idea in un computer.La prima cosa che faccio, dato che i parapetti si possono costruire con una altezza minima data, cerco la proporzione per poter disegnare e poi costruire tutti gli elementi proporzionali tra loro.Prima di trovare la proporzione schizzo grossomodo i volumi, questo per poter trovare una proporzione adeguata.

Si vede immediatamente che l’altezza è più o meno divisa in tre parti.

  1. La parte inferiore (prato)
  2. La parte centrale (stelo)
  3. La parte superiore (fiori)
Con estrema facilità divido in tre parti l’altezza quindi la proporzione si gioca sul ritmo musicale.

Ora elaboro l’immagine questo passaggio mi serve per vedere eventuali incongruenze nell’idea.

Anche se l’elaborazione è un po’ incasinata si nota che la parte bassa è più affollata della parte centrale e la parte alta è tortuosa

Ritorno allo schizzo iniziale e disegno grossomodo le linee del ritmo orizzontale
Per trovare il ritmo in modo preciso è sfficente fare la divisione decisa precedentemente.
Poi ovviamente disegno i verticali.
E con estrema facilità collego i punti adatti allo scopo (affolamento inferiore e alternanza nella parte superiore) in modo che la griglia si riempia uniformemente.
Non faccio altro che evidenziare i fiori e le foglie, a questo punto il disegno si può dire completato.
Il risultato stilizzato
Con lo stesso procedimento di divisione trovo le linee per la parte inferiore
Mantenendo la stessa proporzione ho disegnato il doppio riccio chiuso, si nota che i cambi di direzione seguono la divisione fatta precedentemente.
E anche a questo punto ho cercato di mantenere la cadenza che mi ero imposto

Anche per fare la rastramatura ho utilizzato lo stesso metodo.

Due parole sul perché ho costruito il riccio senza allargare la parte finale, in una ringhiera è meglio che non ci siano degli spuntoni contro cui qualcuno potrebbe impigliarsi, questo e solo questo è il motivo per cui ho semplicemente rastramato senza allargare la testa.

Il disegno di massima
I contorni più precisi
Un minimo di elaborazione
Questo disegno riassume i passaggi in un riassunto visivo

Ora che il disegno è fatto non resta altro che iniziare la costruzione del manufatto.

Ma come spesso succede agli insicuri, come il sottoscritto, prima di iniziare chiedo un parere a chiunque entri in officina. In questo caso un mio amico, che fa il pittore, muove una obbiezione sui movimenti e mi fa notare che sarebbe meglio alternare le foglie grandi nella parte bassa sostenendo che la ringhiera in questo modo acquisterebbe più tensione visiva. Naturalmente accetto il suggerimento e provo a disegnare la sua idea.

Nel disegno in alto è l’idea del mio amico quello in basso è quello che ho disegnato io.

Non accetto il suggerimento per il principale motivo che le foglie basse sono incoerenti con la divisione proporzionale che ho fatto.

Il progetto è finito, poteva essere migliore, ma cercando di seguire i canoni dello stile floreale e la mia idea di base questo è il meglio che sono riuscito a fare, forse aveva ragione il mio amico, non lo so, non essendoci la controprova realizzata il confronto si riduce solo al disegno, comunque se ho sbagliato l’ho fatto solo io. Ora passo alla realizzazione.

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Costruzione

I fiori

Inizio con costruire i fiori da una lamiera taglio dei cerchi su cui disegnare i petali la sequenza delle immagini mostra come ho fatto
La divisione per trovare i petali
Ora si tratta di sbalzare i petali, siccome la divisione prevede circa 16 petali per ogni fiore e i fiori sono una trentina ci sono quasi 500 sbalzi da fare.Per poter velocizzare il lavoro ho costruito un piccolo stampo.A lato si vede la foto al vero, è proprio malfatto, non è una cattiva foto.
Nelle seguenti immagini cerco di spiegare come ho ottenuto il risultato.Nella base avevo fatto un foro in modo che corrisponda al centro del fiore e lo stesso foro lo avevo fatto al centro di ogni disco.( è evidente che i dischi anche se sono irregolari funzionano lo stesso, dato che i petali saranno sempre a distanza equidistante dal centro.)
Infilando un perno nel disco poi alla base inizio a pressare e ottengo lo sbalzo richiesto
Ruotando e pressando il disco (16 volte) ottengo i petali voluti.
Sempre con lo scopo di non razzolare male a fianco metto la foto dal vero
Questo è il risultato
Quindi segno con il gesso il ritaglio della corolla
E procedo con l’incisione
Il risultato
Ancora un’operazione prima di finire il fiore manca il bocciolo centrale. è neccessario costruirlo in modo poter fissare contemporaneamente sia la corolla che il paletto verticale.L’operazione è molto semplice si prende un tondino di sezione adeguata lo si scalda lo si affina da un lato po lo si taglia come da disegno
E’ neccessario predisporre un supporto in acciaio con un foro centrale, il foro deve essere uguale al foro che verrà fatto sul paletto verticale
Si torna a scaldare la testa e la si forgia sul supporto(E’ piuttosto intuitivo concludere interamente la prima fase e poi iniziare la seconda e non costruire ogni bocciolo singolarmente)
Conclusione della forgiatura.
Con un bulino ho fatto dei segni in modo da imitare i pistilli
Fine lavorazione.
A lato il bocciolo al vero. Sotto il fiore finito e assemblato sul paletto al vero.

Continua

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Per fare una foto da pubblicare sul giornale di Cassacco, ho pensato di riprendere la ringhiera in modo molto formale, anche se certe inquadrature di scorcio sono più efficaci penso che in questo caso la ripresa frontale possa essere soddisfacente. Per prima cosa ho deciso l’inquadratura più opportuna, ci sono due modi per fotografare come si vede dal disegno, la linea blu restringerà il fuoco prospettico , quindi tutte le linee di fuga verso l’alto mentre la linea rossa essendo frontale non ha questo problema, la leggera distorsione laterale non coinvolge il sogetto inquadrato.

Non ci penso neppure molto e scelgo la soluzione più facile

Con una certa semplicità trovo cosa devo inquadrare nell’obiettivo

Dopo aver deciso che iquadratura fare, ovviamente come in tutte le foto devo trovare lo schema compositivo, non è difficile ma deve in ogni caso essere logico.

Ora la ringhiera l’avevo pensata come una serie di fiori messi sotto alla statua della Madonna, quindi sulla parete non posso dimenticare questo elemento che da la ragione al disegno stesso della ringhiera. D’accordo è anche vero che in questo modo aumento lo spazio dell’inquadratura di conseguenza c’è più facilità nell’equilibrare gli elementi della composizione.

ROSETTA
la MADONNA

Arbitrariamente ho disegnato cosa può abbracciare uno sguardo e alla fine ho tracciato una linea rossa definendo questa la base della ringhiera, in questo modo ho ottenuto pressapoco anche il formato della foto.

Ed ecco come ho trovato il centro focale della foto la linea perpendicolare che parte dagli occhi della Madonna e arriva alla base della ringhiera sarà il lato del quadrato centrale

Con una certa facilità costruisco la griglia che serve a posizionare i vari elementi della foto, al centro si nota il quadrato principale

Sulla base del lato del quadrato ho costruito la griglia dove posizionare gli elementi. Gli oggetti da inquadrare sono solo due la Madonna e il parapetto,

Facile è inserire il secondo elemento le linee guida ci sono basta fare attenzione, naturalmente il resto sarà la facciata della casa non molto bella in verità, ma spero di riuscire a portare a fuoco i due elementi principali in modo che la lettura ne risulti agevole.

Sono un po stufo della pioggia ma neanche vorrei il sole quando andrò a fotografare sono un imbranato, aspetto con calma di andare a fare quello scatto.

Il risultato

Il risultato è abbastanza penoso anche se ho cercato di seguire il più possibile il progetto, sono stato costretto a montare un filtro sulla porta e ad oscurare le vetrine, si capisce il perché.

 

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Il rifiuto di un’idea

Caro *******, scusa se mi permetto di scrivere per obiettare al tuo saggio consiglio.

Il suggerimento che mi dai è quello di rifare sopra l’ingresso del Tuo bar la ringhiera del municipio del Tuo paese.

Ora chiunque guardi il balcone in ferro del municipio di Cassacco, arriva rapidamente alla conclusione che l’unica parola con cui si può caratterizzarlo è l’aggettivo “brutto”, FIG 1 giudizio molto più severo lo esprimono coloro che di ferro abbiano sentito parlare almeno una volta nella loro vita, nessun fabbro del globo terracqueo si sogna di eseguire o commentare una simile schifezza. Non sono molto bravo, come dimostra la totale mancanza di fiducia che Hai espresso nei miei confronti, fornendomi una idea già fatta ed evitandomi di pensare, in fondo concordo con Te non sono che un povero e ignorante fabbro, però vorrei sottolineare alcune incongruenze che mi sembrano evidenti, so benissimo che posso venire smentito a stretto giro di posta con una serie di valutazioni molto più intelligenti, ponderate e suffragate delle mie, comunque io ci provo lo stesso.

Fig. 1

1) Fare lo stesso lavoro in ferro, con lo stesso disegno su due edifici diversi della stessa piazza non sembra una grande idea.

Di solito, dopo aver studiato le caratteristiche architettoniche di un edificio e soprattutto le linee e la conformazione della pianta della terrazza, si predispone un disegno ed eventualmente un bozzetto (tutti, ma proprio tutti i fabbri fanno in questo modo) A occhio nudo il municipio è diverso dallo stabile in cui si dovrebbe costruire la ringhiera.

2) Il disegno (del balcone del municipio) come si vede non solo è pessimo, segno inequivocabile, della limitatezza sia intellettuale che pratica di chi l’ha disegnato, (ho cercato di ridisegnarlo per vedere cosa si è trovato tra le mani il fabbro) FIG: 2 ma è stato copiato male da altri cattivi disegni.

Fig. 2

Il giudizio sembra eccessivamente severo ma è facile da dimostrare, quando si disegna una ringhiera inginocchiata (lo sgradevole modo di chiamarla attualmente è “a pancia”) ci si rifà alle ringhiere di Noto dell’epoca barocca con le loro proporzioni ben determinate, solitamente le proporzioni del diatrasson, in questo caso l’autore del disegno non ha preso in considerazione alcun tipo di proporzione, c’è completa anarchia tra vuoti e pieni tra i vari spessori del ferro, tra altezza e larghezza insomma niente di niente, ha tralasciato anche la legge italiana, che in casi come questi prevede delle misure ben determinate per la sicurezza degli utilizzatori del ballatoio.

Come se queste approssimazioni non bastassero, è stata disegnata in modo che le volute seguissero il disegno arcuato della semicirconferenza, questo è un grave errore fabbrile, i due più autorevoli libri che parlano di questi balconi tra le migliaia di foto, non ne hanno nessuna con volute che si adattino alla semicirconferenza.Questa la semplice e banale spiegazione del perché la lavorazione andava fatta in modo completamente diverso.

Ora facciamo una osservazione visiva. Se il progettista è, come ho dimostrato, molto scadente, anche uno che non fa il fabbro sa che le spirali per essere corrette debbano essere logaritmiche, (non è il caso di parlare di altri tipi di spirali in quanto la pochezza del lavoro è evidente, ad esempio sottolineare che nel liberty si usava la spirale di Archimede mi sembra del tutto incongruente in questo testo) invece in questo caso il ferro di ogni voluta, quando chiude la spirale, ha un percorso nichilista.

Fig. 3

I montanti del balcone non sono in ferro battuto, bensì in ferro massacrato a freddo da qualcuno che lo odia ferocemente, come si vede chiaramente dalla Fig. 4

Fig. 4

Fig. 4

Non parlo degli assurdi ovali messi negli angoli in modo assolutamente stupido, ma cosa c’entrano con la ringhiera due specie di malfatte ovaloidi, è un semplice affastellamento di elementi per coprire il buco d’angolo. Solitamente le estremità di un balcone vengono disegnate ed eseguite in maniera ineccepibile, poiché è il punto più visto dell’intero terrazzino.Fig. 5

Fig. 5

Le fascette, chi ha montato le fascette (male) certamente non aveva niente altro sotto le mani, inoltre non si capisce perché le hanno messe, dato che la saldatura elettrica emerge sotto o sopra di esse.

Ma se il ferro è saldato a cosa servono? Inoltre sono troppo sottili per tenere alcunché per di più hanno scanalature che non centrano niente ne con la ringhiera ne con il palazzo ne con il paese intero. Fig. 6

Fig. 6

Invece voglio parlare di cosa non c’è, tutto è giustificabile a questo mondo, ma il balcone di un municipio sopra la porta centrale ha uno e un solo scopo, quello di poter esporre nelle ricorrenze le bandiere, come si può pensare di fare la ringhiera senza il portabandiera, questa è una vera assurdità.

Ovviamente chi ha costruito quell’infamia non era certo in grado di costruire i vari elementi, i quali sono stati comperati a basso prezzo alla ferramenta Bardelli di Martignacco o in una qualsiasi ferramenta d’Europa.

4) Di conseguenza mi chiedo:

Perché inserire un lavoro del genere in un edificio che non ha mai fatto del male a nessuno?

Perché imporre ai passanti per due volte la vista una riprovevole ringhiera?

Perché rovinare un angolo che a tutt’oggi è tra i più belli del paese?

Perché obbligare la Madonna ad avere sotto agli occhi una bruttura tutto il santo giorno?

Perché costruire una ringhiera con stili dei secoli passati ignorando il fatto, constatabile su ogni calendario che siamo nel 2010? È enormemente più vantaggioso non farla.

Queste sono le considerazioni che faccio.

UNA RINGHIERA SULLA PIAZZA

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Una ringhiera vicina nel tempo e lontanissima nel gusto
Questa è una proposta che nasce da un’os- servazione della facciata, anche se mi ero ripro- messo di non parlare di stili passati, ho pen- sato a questo motivo “rizzardiano” per onorare la Madonna che si trova sulla facciata della casa.
E’ una ringhiera molto sottile meno invasiva, nel senso che solitamente si utilizzano spesso delle proporzioni ben precise tra vuoti e pieni, in questo caso i vuoti sono preponderanti, ma il motivo floreale del parapetto è molto delicato in quanto deve dare l’idea che dei fiori a lungo stelo sia- no disposti per onorare la Santa immagine.
Per rendere l’idea ho fatto un modello in scala 1:1 così il risultato del lavoro è già visibile . Il ritmo più affollato nella parte bassa, serve per slan- ciare il disegno e a dare in punto di partenza ai fiori, naturalmente per rendere il movimento ho pensato che la parte superiore (anche in questo caso il corrimano lo re- puto inutile) non poteva certo rimanere diritta ma creando un’onda tra i vari elementi da un senso logico al tutto.
Per realizzare questo lavoro serve una certa esperienza nei lavori in liberty, per il tipo di lavorazione e per l’utilizzo degli arnesi. L a finitura di questa ringhiera naturalmente è soggetta alle regole dello stile, suggerisco come antiruggine il minio al piombo molto usato all’epoca, per i colori nell’ambito dello stile quelli che meglio si adattano alla rivistzione del liberty attuale.

 
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