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ANALISI DI LAVORI IN FERRO BATTUTO

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Progettazione della parte superiore del braccio

 Adesso passo a disegnare la parte superiore del braccio.

L’elemento più importante è senz’altro il vaso di fiori, utilizzando sempre lo stesso schema illustrato in precedenza ho cercato il punto esatto dove inserire il vaso.

Per capire il posizionamento del vaso inserisco accanto lo schema con cui ho trovato la posizione.
Da notare le analogie con la tabella, il vaso pur avendo una forma completamente diversa ha la stessa sruttura fondamentale e le stesse dimensioni.

Per trovare le misure del vaso ho diviso proporzialmente il rettangolo colorato fino a trovare i punti A e B sul punto B ho tracciato una circonferenza pari alla circonferenza della tabella, poi ho diviso per  Φ e ho trovato il cerchio in cui ho fatto centro in A, poi ho diviso ancora una volta per Φ e facendo centro ancora in B ho tracciato il terzo cerchio.

Di seguito ho tracciato semplicemente i diametri dei due cerchi più piccoli, i quali mi danno la base inferiore e la linea superiore del vaso, la differenza tra  la linea A e la linea B mi dà l’altezza e l’ingombro del contenitore. 

 

 

Qui appare evidente come ho utilizzato i punti trovati, la circonferenza più grande mi dà l’altezza.

Tracciando due linee guida tra la parte superiore del vaso e la perpendicolare che attraversa la circonferenza coincidente con la divisione aurea dell’intera tabella, si forma un triangolo che l’ho utilizzato per l’ingombro del mazzo di fiori.

Ora disegno il tutto lasciando in sottofondo le linee di guida

 

 

Per disegnare i ricci della parte superiore del braccio ho semplicemente tracciato una linea di diagonale del rettangolo superiore,

Questa linea mi indica senza possibilità di errori l’ingombro delle decorazioni. Nella parte destra le linee di forza le avevo disegnate in precedenza e non ho fatto altro che inserire i ricci, nella parte finale verso l’estremità del braccio ho inserito dei ricci degradanti ma sempre con un disegno carico di tensione visiva, sempre per non far fermare lo sguardo e portarlo inevitabilmente sulla tabella.

 

 

 INTRODUZIONE

PROGETTO DEI VOLUMI

PROGETTO DEGLI ELEMENTI FONDAMENTALI

PROGETTO DELLA TABELLA

PROGETTO DEL BRACCIO

PROGETTO DELLA PARTE SUPERIORE

PROGETTO DEGLI ELEMENTI DECORATIVI

PROGETTO DEL BRACCIO PORTANTE E RIEPILOGO

COSTRUZIONE

SCELTA DEI COLORI

CONCLUSIONE

MATERIALI

ARNESI

BIBLIOGRAFIA

CRITICHE

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Progettazione del braccio

Per disegnare il braccio prima di trovare le partenze e lo sviluppo delle volute, ho disegnato le line dinamiche che mi sembravano adeguate a dare il movimento al braccio.

 Il braccio di sostegno deve avere una tensione visiva e dinamica molto accentuata in modo che l’occhio non stia mai fermo su un punto e appena si sposta deve trovare la tabella che essendo piana senza alcuna tensione visiva è obbligato a fermarsi e contemporaneamente leggere l’indicazione.

 

Per costruire il disegno del braccio ho utilizzato la spirale aurea inserendola nei punti trovati suddividendo in vario modo lo spazio a disposizione sempre per Φ. Come è evidenziato dallo schema ho trovato i punti di partenza delle volute, (ho trovato i punti aurei uno alla volta e poi ho sovrapposto il tutto)

 

 

Poi ho disegnato le altre spirali e questo è il risultato.

 

Nello schema dove ho trovato l’inizio delle volute si può vedere che ho tralasciato diversi punti dove avrei potuto mettere dei ricci, questo è dovuto al fatto che i punti tralasciati precedentemente li utilizzo per un’altro tipo di decorazioni.

 

Per fare i raccordi tra i ricci ho utilizzato lo stesso sistema che avevo utilizzato per disegnare la tabella, ho trovato le varie circonferenze sempre suddividendo il rettangolo aureo in cui ho disegnato l’intera insegna.

 Quindi sono sicuro che anche i raccordi sono in proporzione armonica tra loro.

 

Faccio solo l’esempio del riccio portante così si può capire come ho utilizzato le circonferenze di raccordo. I punti A e B sono raccordati con la stessa circonferenza inscritta nel quadrato che ho disegnato l’intero braccio e la tabella, mentre per trovare il diametro della circonferenza C è sufficiente dividere il diametro dei cerchi A oppure B per Φ.

Tutti i raccordi sono fatti allo stesso modo dividendo o moltiplicando il diametro trovato.

 

Intuibile che il centro della circonferenza A  si trovi su un punto aureo.

 

 

 

 

 INTRODUZIONE

PROGETTO DEI VOLUMI

PROGETTO DEGLI ELEMENTI FONDAMENTALI

PROGETTO DELLA TABELLA

PROGETTO DEL BRACCIO

PROGETTO DELLA PARTE SUPERIORE

PROGETTO DEGLI ELEMENTI DECORATIVI

PROGETTO DEL BRACCIO PORTANTE E RIEPILOGO

COSTRUZIONE

SCELTA DEI COLORI

CONCLUSIONE

MATERIALI

ARNESI

BIBLIOGRAFIA

CRITICHE

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PROGETTO

Fino a questo punto ho ragionato in via completamente teorica e sono giunto alla conclusione di costruire una insegna neo barocca, (il termine è volutamente impreciso data la difficoltà a trovare il nome di uno stile nato nel seicento e continuamente riproposto con varianti nel corso dei secoli)

spiegando le motivazioni e le cause che mi hanno portato a questo risultato.

Lo studio e la ricerca sono relativamente facili da fare, ma d’ora in avanti non ho giustificazioni devo proprio disegnare per mettere in pratica l’idea.

Nello svolgere il disegno ho lasciato anche un paio di idee che ho scartato per rendere chiara l’evoluzione del progetto.

 Progettazione dei volumi

Ho iniziato scopiazzando un’insegna senza peraltro costruire l’armatura di massimo ingombro.

Pensavo di adattarla ai volumi e alle linee di forza in seguito.

E’ un errore, anche grave, me ne sono accorto subito.

Infatti come si vede dal primo orrendo schizzo, è impossibile ottenere un bilanciamento adeguato se non si hanno dei punti di riferimento.

 

Ho repentinamente cambiato l’approccio e disegnato prima il rettangolo e le sue linee portanti.

(il rettangolo non ha ancora misure, quindi l’altezza e la larghezza sono casuali) All’inizio pensavo di costruire il braccio e l’insegna sulle linee di forza di un ideale rettangolo, usando il ribaltamento dei lati minori per trovare la posizione dei vari elementi.

Purtroppo con questo sistema mi ritrovavo spesso a disegnare bracci e insegne già eseguite, è problematico trovare una soluzione inedita su questi volumi dato che molti fabbri li hanno già usati nel corso di troppi anni.

 

Siccome non riuscivo a disegnare qualcosa di accettabile, sono stato costretto ad affrontare il problema alla radice, per prima cosa ho cambiato il tipo di rapporto optando per la proporzione aurea. Purtroppo in questo modo sono costretto a disegnare dei rapporti molto precisi e non modificabili, ad esempio  il braccio orizzontale è diventato molto più lungo di quello che pensavo inizialmente.

Ho iniziato il disegno (sempre senza misure ma a questo punto l’altezza del rettangolo di massimo ingombro è rigorosamente proporzionale alla sua lunghezza) proprio dai fondamenti.

Anche non volendo può venire in mente il famoso disegno di Sengai, ma non c’entra niente, i fondamenti sono gli stessi sia della cultura orientale che in quella occidentale e soprattutto della geometria.

 

Per fare lo schizzo ho disegnato un rettangolo aureo e ho inserito le tre forme geometriche elementari, quadrato rettangolo e cerchio questo servirà per posizionare alla grossa il peso visivo dell’opera.

Le figure a lato ricapitolano i passaggi

  1. Rettangolo aureo, ovvero la larghezza proporzionale alla lunghezza
  2. Disegno delle forme elementari nel quadrato di partenza
  3.   Il primo scostamento in modo di occupare lo spazio al massimo delle possibilità, da notare il ribaltamento del rettangolo aureo (in uno ho mantenuto il quadrato mentre nell’altro ho inscritto il cerchio mentre il triangolo l’ho posizionato al centro)
  4.    Sono evidenziate le intersezioni

Sia ben chiaro che questi passaggi servono per iniziare a disegnare in modo logico e corretto

 

Se disegno o costruisco qualcosa sugli spazi che ho disegnato, ovviamente, non viene fuori niente, quindi devo trovare con queste forme un modo corretto per disegnare e poi costruire l’insegna barocca che ho in testa.

Procedo in questo modo: Prima di tutto scompongo il rettangolo aureo

 (questa classica ripartizione ricorrerà spesso, inoltre se ricordate su questa divisione è stata costruita l’insegna che ho evidenziato nel capitolo “Lavori antichi in neobarocco”.)

 

A questo punto (anche per essere più rigoroso) evidenzio la linea orizzontale che divide il rettangolo aureo.

Facile capire che sarà il braccio portante

 

Non devo far altro che ridimensionare in proporzione le figure geometriche e inserirle nella griglia.

Sul quadrato verrà costruito il braccio e sul tondo la tabella

 

Manca ancora una figura, il triangolo.

Mentre il cerchio e il quadrato sono stati inseriti con semplicità quest’ultima figura ha bisogno di un adattamento diverso, ma sempre logico e coerente.

Per prima cosa divido il quadrato in Φ e ottengo la linea blu del disegno

 

 Qui si vede dove cade sul triangolo questa linea orizzontale.

 

 Sposto il triangolo sul punto aureo della divisione del rettangolo.

 

Ricapitoliamo, Dopo aver ridimensionato e riposizionato le tre figure geometriche mi ritrovo con il peso visivo di tutta l’insegna.

Si noterà che il triangolo si sovrappone al quadrato, sotto il braccio portante, è evidente che in questo punto il peso visivo sarà maggiore.

 (in pratica ci sarà un affollamento di elementi maggiore).

 

Dopo aver avuto la certezza sul peso visivo, con un certo entusiasmo ho iniziato finalmente a schizzare qualcosa da riprodurre in ferro.

Il lavoro fatto fino a questo punto non è stato noioso è stata una vera rompitura di coglioni.

Ho fatto lo schizzo e dopo averlo visto ho buttato via tutto, incazzato nero.

Non va bene niente di quello che ho disegnato, è evidente che la tabella si trova spostata eccessivamente a destra e a occhio è sbilanciata.

Vediamo come ho rimediato.

 

 

Certo non posso rimediare con una pezza a colore, ovvero spostando tout court la tabella verso sinistra.

Di certo va spostata ma sempre in modo chiaro.

Per l’ennesima volta rifaccio il rettangolo di massimo ingombro e nel rettangolo A.B.C.D. a destra, rifaccio la divisione e trovo il punto aureo E

 

 Il cerchio fino a questo momento è posizionato alla destra toccando tre estremità del rettangolo

Sposto il centro del cerchio  fino a farlo combaciare con il punto aureo E.

Quindi così facendo non solo lo avvicino a sinistra ma anche lo abbasso

 

In questo passaggio  Trovo l’altezza del palo verticale di sostegno.

Non faccio altro che proporzionare il segmento A con Φ e ottengo il segmento B.

Nel disegno a fianco illustro l’ideale rettangolo aureo che contiene tutta l’insegna palo verticale compreso.

Ho lasciato le figure geometriche per capire quale sarà l’impatto generale di questa divisione.

In seguito noterete che qualsiasi elemento è disegnato all’interno di un rettangolo come questo, ovviamente proporzionato in modo via via minore.

Non serve fare questo lavoro, siccome è intuitivo moltiplicare A x 1,618 e il risultato a sua volta per Φ.

Oppure A x Φ e il prodotto sommarlo ad A.

 

 

Ora tolte le linee di costruzione e anche le sovrapposizioni, tutto quello che rimane è il disegno a fianco.

Ormai i volumi credo di averli definiti.

Finalmente posso ricominciare a disegnare

Inserisco le altre forme geometriche e anche il braccio orizzontale e mi ritrovo con il peso visivo a destra.

Credo sia un bilanciamento accettabile

 

Sopra questi volumi ho giocato a disegnare qualche linea d’ingombro.

Non c’è ancora niente di definitivo, sono solo delle tracce per riempire i volumi

 

Nonostante tutto a questo punto lo schizzo è fatto.

Lo schizzo  è proprio quella schifezza che si vede a dx,

Ho anticipato che sono un pessimo fabbro, in compenso come disegnatore sono anche peggiore.

 

 

Con un trapanamento di zebedei pazzesco, ho concluso la parte del progetto che riguarda il posizionamento dei vari elementi dell’insegna.

Ho fissato le basi e su quelle ho disegnato lo schizzo di massima.

Non è certamente una cosa bella ma spero sia abbastanza coerente.

Nel prossimo capitolo descriverò come ho ottenuto le misure reali per la realizzazione. 

Continua………………………..

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PREFAZIONE

Ho sempre tenuto una relazione dei lavori che ho fatto nel corso della mia vita.

Questo è dovuto al fatto che ho una pessima memoria e, dopo poche ore, mi dimentico il ragionamento che mi ha portato a fare un determinato disegno e di conseguenza un lavoro in ferro.

Queste relazioni sono a uso personale e quasi mai portate in bella copia.

Uno dei motivi per cui raramente ho fatto una stesura definitiva del rendiconto,  è che non le ho mai viste da nessuna parte, mentre ho visto molti disegni preparatori per lavori in acciaio (in verità sempre il disegno finale).

Per contro, ho molto sentito parlare di studi effettuati su lavori in ferro, letto o visto uno studio mai.

I motivi per cui questa esposizione è in bella copia sono molteplici, non ultimo, il fatto che il comune dove va posizionata l’ha chiesta per poter dare l’autorizzazione a esporre il lavoro, avevo anche il bisogno di spiegarlo al committente senza perdere tempo.

Inoltre  voglio sottoporre quanto segue al maggior numero di colleghi, i quali suppongo che con le loro osservazioni mi faranno capire dove sbaglio.

Queste sono le motivazioni che mi hanno portato a mettere in bella copia questa relazione.

Il lavoro che ho in mente di fare è una insegna a braccio di medio piccole dimensioni, il lavoro deve essere il richiamo per la bottega di un falegname.

Le due linee guida da cui è partito il ragionamento per la progettazione sono, ovviamente, la sobrietà e la semplicità.

Sobrietà: Il ferro non ha bisogno di fronzoli è potente maestoso utile a qualsiasi impresa senza niente che lo appesantisca.

Semplicità: Trovatemi una sola persona al mondo che non ami questa parola.

Naturalmente per ispirarmi ho guardato quelle poche foto di insegne in ferro che ho fatto nel corso della mia vita e, con stupore, ho constatato che le insegne che più funzionavano non erano ne semplici né sobrie e, per contro,  le altre pur essendo semplici e sobrie non erano né belle né attiravano l’attenzione.

A questo punto mi sono accorto di avere un problema, però del problema avevo la soluzione ma non avevo i dati.

La soluzione era questa: l’insegna che avevo in mente di fare doveva essere, di grande impatto visivo, molto scenografica, affinché una persona la potesse notare da grande distanza anche non potendola vedere per intero, la scritta poi si dovrebbe leggere in lontananza e con qualsiasi luce.

Per fare questo avevo bisogno di uno stile alquanto sfarzoso e appariscente..

Dopo averci pensato su un po’ ho deciso che per fare una insegna di questo tipo o inventavo uno stile o mi appoggiavo a uno stile conosciuto.

Scartata a priori l’idea di inventare uno stile, ho scelto tra i linguaggi conosciuti i più ostentati, dato che la scelta è abbastanza limitata ho iniziato a pensare come si può tradurre un linguaggio datato in maniera attuale.

Naturalmente pensavo al barocco o al liberty. (ho usato questi due termini in senso generico)

La scelta è caduta sul barocco. E che Dio ce la mandi buona.

CONTINUA…………

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COSTRUZIONE

Siamo arrivati al dunque, la progettazione grafica si è esaurita e il disegno finale è fatto, i problemi teorici risolti, quelli pratici devono ancora iniziare.

Come tutti i lavori impegnativi ho tergiversato non poco prima di iniziare, ero sicuro che stavo facendo una cazzata, di conseguenza ho iniziato il lavoro prendendolo alla lontana, infatti il primo elemento che ho costruito è stato il vaso di fiori posizionato sopra il braccio.

Il motivo di questa decisione stava nel fatto che se non fossi andato avanti, mi rimaneva un elemento che potevo utilizzare in altri contesti singolarmente, al più mi rimaneva in officina a ricordo di una idea non realizzata completamente.

Il vaso l’ho costruito con un rottame di tubo da 2” e 1\2.  l’appoggio del vaso e il vaso sono semplicemente una stratificazione di vari telai tenuta insieme più che altro da viti.

I fiori e le decorazioni sono eseguiti come da progetto

 

 Nella immagine a destra si puo notare la sezione e all’interno le giunzioni.

Le decorazioni sono chiodate sugli elementi diritti.

 Finito il vaso non avevo scelta, o lasciavo perdere il tutto oppure dovevo iniziare la struttura di base.

Continuavo a tergiversare, non avevo voglia di impegnarmi, lo vedevo come un lungo lavoro inutile e fabbrilmente parlando, per nulla inedito.

Avevo fatto il disegno, avevo pure costruito un elemento non secondario, ero consapevole che se facevo la prossima mossa non avrei potuto tirarmi indietro, ovvero avrei fatto una boiata pazzesca, evidentemente la convinzione non è il mio forte.

Il calcio in culo me lo diede il ritrovamento di un pezzo di ferro pieno, lungo un metro e mezzo dalla clamorosa sezione di 80 mm x 40 mm. che una ditta  dedita alla posa dei tubi di metano, aveva abbandonato, disperso o dimenticato lungo una strada.

Per non crearmi problemi, il giorno dopo ho battuto questo ferro fino ad ottenere il braccio.

Ho tirato il ferro e fatto i fori a caldo (dimenticandomi di fare il foro per l’appoggio dei gigli commettendo così uno degli innumerevoli errori che costellano questa insegna) ma ho lasciato indietro la decorazione in cima alla punta, non sapevo come fare e poi durante l’assemblaggio sarebbe risultata ingombrante.

A queston punto avevo iniziato e non potevo tirarmi indietro, sopratutto poiché dopo forgiato, il ferro era lungo oltre tre metri e mezzo, e in officina non passava inosservato, lo avevo sotto gli occhi tutto il santo giorno.

 

 Come primo lavoro ho iniziato a trasportare sulla carta quello che avevo dentro il computer,  ho agito in questo modo:

Su un foglio A3 ho disegnato un rettangolo aureo con misure a caso poi lo fotocopiato una ventina di volte e su ogni foglio ho disegnato il pezzo che dovevo fare.

 Di seguito ho riportato tutti i disegni in scala 1 : 1 su un panello in trucciolato o su una lamiera, in  modo che via via che forgiavo avevo il riscontro immediato.

 A fianco si vede un foglio con la divisione e uno dei fogli che mi sono serviti a disegnare il braccio, si può  notare anche il centro della tabella evidenziato sul foglio.

 

 La prima cosa che ho fatto per costruire il braccio naturalmente è stata quella di disegnare tutte le volute in scala1:1 su uno scadente pezzo di truciolare.

 

Successivamente come primo elemento ho costruito il riccio portante, prima ho rinfollato alla meno peggio la testa poi ho fatto la decorazione, operazione molto semplice, con la penna smussata di un martello da 800 grammi ho fatto banalmente tre  scanalature  sulla spatola (come spiegato dove tratto dei pezzi fondamentali)e poi sull’incudine ho tirato su la spirale.

Siccome questa lavorazione l’ho fatta da solo, all’altezza dell’incudine ho posizionato un cavalletto che reggesse il peso del riccio così io potevo fare la testa senza particolare fatica, il seguito è scontato, scaldandolo a pezzi gli ho dato la forma che desideravo.

 

 

Costruito il riccio portante ho cambiato ancora elemento e invece di procedere con il braccio ho iniziato la costruzione della tabella.

Tralascio la tracciatura della tabella (vedere il capitolo apposito) che è stata eseguita direttamente sul foglio di lamiera, come da disegno.

A lato si nota il disegno della tabella, e si nota anche con quanta poca grazia è nato.

 

 

Dopo che ho ritagliato la lamiera della tabella ho fissato un ferro piatto da 30 X 5 mm attorno ai bordi di una facciata, (B) poi ne ho ricavato dei ricci con lo stesso ferro (A) Questi mi sono serviti per attaccare con due fascette la decorazione che corre lungo la circonferenza esterna della tabella.

Dopo aver fatto i due ricci ho semplicemente assemblato con dei ribattini le foglie e il fiore che avevo fatto in precedenza.

Per assemblare le due lamiere fra di loro non ho fatto altro che inserire all’interno un ferro tubolare a croce nel centro e ai lati  numerosi spessori di tubolare che una volta forati da parte a parte sono stati lasciati all’interno tra due lamiere .e poi chiodati , servono come distanziatori.

 

 Dopo aver finito la tabella ho ripreso in mano la costruzione del braccio,

Ho proseguito poi facendo tutte le spirali del baraccio iniziando da quelle con la sezione più grossa e finendo con le spirali che decorano la testa del braccio orizzontale

A lato le ultime fasi della formatura dei ricci è il disegno al vero della parte superiore del braccio

 

Dopo aver finito i ricci, il lavoro successivo è stato quello di disegnare le sagome su cartoncino per riportarle su ferro e poi ritagliarle, a lato si vedono alcune sagome delle decorazioni

 

 Quando avevo i ricci pronti ho iniziato a ritagliare le decorazioni su lamiera questo è stato il più noioso lavoro che ho fatto, poiché ogni singola decorazione è stata disegnata ritagliata e, con un pennarello seguendo i contorni, trasportata su ferro, poi tagliata e successivamente con i due metodi base per segnare, uno è quello del martello smussato da una parte (veramente c’è né vogliono due uno Destro e l’altro sinistro)e l’altro è quello del scalpello, le ho segnate tutte.Dopo la dozzinale segnatura le ho scaldate e mentre erano rosse o giù di li le ho movimentate sull’incudine, senza grandi pretese.

 
 Dopo essermi annoiato a morte con questo lavoro ho preso le decorazioni e le ho chiodate sui ricci , mentre facevo questa azione naturalmente assemblavo tra loro anche le spirali che si incastravano  vicendevolmenteE’ una faccenda rognosa, dato che ci sono delle volute che si incastrano vicendevolmente. Il casino nasce dal fatto che praticamente ogni ferro ha delle decorazioni e spesso serve chiodarle prima di montare il tutto come si vede a fianco.

Sotto evidenziato in rosso si nota dove va posizionato questo gruppo

 

 
 
 

Finita l’operazione precedente si trattava di assemblare il tutto.

 Per fare questo, ho utilizzato il panello di truciolato su cui avevo fatto il disegno, ma prima, dato che le decorazioni sono bifacciali ho dovuto costruire una serie di appoggi che tenessero distanti i ricci dal panello di legno, l’insegna ha un certo spessore, se avessi più capacità risolverei meglio questi insignificanti problemi.

Nella foto a fianco li ho evidenziati in rosso (ingrandendo la foto si vede meglio)

 
 Dopo aver assemblato tutte le volute ho fascettato il tutto, come si può notare le fascette sono chiuse in ogni direzione, questo è dovuto al fatto che l’insegna non ha un davanti o un dietro per cui lo stesso lavoro che c’è da una parte è presente anche dall’altra.A questo punto della lavorazione ho montato la decorazione di testa.  
 In seguito, da solo, ma con l’aiuto di un paranco, ho messo in verticale il braccio.Con il braccio nella sua posizione naturale ho montato tutti i fiori, non che ci volesse molto, poi è iniziata l’opera di verniciatura.   
   
Questo capitolo lo immaginavo molto lungo, per spiegare le varie fasi e far capire quanto il lavoro sia impegnativo, invece niente……………… non ce nulla di strano tutte le operazioni sono banali e conseguenti una all’altra, probabilmente non ho fatto un grande servizio al mito del fabbro che con infuocati ferri trasforma la riluttante materia, in capolavori destinati a testimoniare la sua abilità nel corso dei secoli. Di questo me ne scuso.   

INTRODUZIONE

PROGETTO DEI VOLUMI

PROGETTO DEGLI ELEMENTI FONDAMENTALI

PROGETTO DELLA TABELLA

PROGETTO DEL BRACCIO

PROGETTO DELLA PARTE SUPERIORE

PROGETTO DEGLI ELEMENTI DECORATIVI

PROGETTO DEL BRACCIO PORTANTE E RIEPILOGO

COSTRUZIONE

SCELTA DEI COLORI

CONCLUSIONE

MATERIALI

ARNESI

BIBLIOGRAFIA

CRITICHE

 

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Scelta dei colori e protezione dell’insegna.

 

Premessa sulla scelta dei colori

 

Splendida è stata la risposta , anche se in un contesto diverso, che ha dato Simon Benetton, a una domanda specifica posta da un suo intervistatore. Paolo Levi ha chiesto a Simon il perché delle scelte di colore così precise nelle sue sculture, la risposta è stata lapidaria: “Quando un lavoro in ferro si confronta con lo spazio, il colore risulta necessario, perché permette di riportarlo a un preciso rapporto con ciò che lo circonda, permettendone una lettura più agevole.Lo studio dei colori per dipingere l’insegna, e proteggerla dagli agenti atmosferici, si è trasformato subito in un aspro litigio con i due consulenti che mi ero scelto per prendere questa decisione.Non essendo in grado, mancandomi la capacità, il buon gusto,la competenza e l’intelligenza di fare una scelta adeguata per i colori, ho cercato due persone che avessero una grande esperienza nel settore.La scelta è caduta su un pittore di chiara fama, Gianni Dri, tra l’altro l’unico che può vantare un numero incredibilmente alto di insegne dipinte, al giorno d’oggi non è facile trovare professionisti di tale levatura. L’altro tecnico è un architetto, Domenico Felice che  passa la vita a spiegare agli altri come dipingere interni ed esterni, le sue scelte cromatiche sono visibili in migliaia di opere eseguite in Friuli e non solo.Avrei voluto anche altri consulenti in materia, ma ho capito fin da subito quanto l’argomento fosse controverso.Ambedue questi professionisti conoscono molto bene la storia dell’arte, e delle tante teorie sui colori sulle quali abbiamo meditato (alcune veramente molto complesse) quella tenuta più in considerazione è la teoria fisica del colore elaborata da Itten, Klee e Kandinskij.Un capitolo a se stante è costituito dal  tempo che abbiamo dedicato all’influenza psicologica percettiva dei colori, di aiuto è stato il libro, arte come mestiere di Bruno Munari, uno dei pochi libri che chiunque abbia a che fare, anche alla lontana, con l’arte, conosce a memoria.

Scelta della tecnica di pittura

La prima volta che ci siamo incontrati abbiamo deciso in meno di cinque minuti tutti d’accordo (è stata l’unica volta) di eliminare la verniciature a cera o con vernici trasparenti; di non lasciare arrugginire l’opera; di non usare tinte piatte; di non verniciarla in grigio, o con colori micacei.I motivi per cui unanimemente abbiamo preso queste decisioni sono evidentissimi a tutti i fabbri o agli appassionati del settore.Li riassumo per quelli, immagino pochissimi, che non abbiano capito il problema.Si tratta di verniciare una insegna neobarocca che va posizionate e vista in Carnia.Di conseguenza non può essere trattata a cera, la quale evidenzierebbe gli errori soprattutto le levigate con la mola smeriglio, e poi la cera non è adatta a proteggere il ferro a lungo sotto le intemperie.Le vernici trasparenti ammorbidiscono i toni molto meno della cera per cui gli errori si staglierebbero ancora più evidenti, senza contare che il gioco delle luci e delle ombre creerebbe allusioni confusionali di volumi visivi non voluti, essendo la vernice trasparente più lucida della cera.Il colore dell’idrossido di ferro è bello anzi bellissimo le sue tonalità sono meravigliose, basti vedere dove la ruggine trasformandosi in uno stadio passivante permette ai toni del marrone di essere  più caldi. L’articolo di Manlio Brusatin sui colori del ferro in una monografia Di Tony Benetton,   spiega, con un linguaggio questo si veramente barocco, la potenzialità dei colori del ferro allo stato naturale. Purtroppo in questo caso non è possibile lasciare il lavoro in preda agli agenti ossidanti per il semplice motivo che si tratta di uno stile ben preciso, neobarocco monocromatico sarebbe una contraddizione in termini.Le tinte piatte non mettono in evidenza tutte le caratteristiche dell’opera, e tendono ad annullare i volumi.Le tinte micacee hanno gli stessi difetti delle tinte piatte in più vengono aggredite molto facilmente dai raggi ultravioletti e dopo pochi mesi sono sbiadite e sporche.

Individuazione della tecnica più adatta

Quelli sopraccitati erano i punti fermi da cui è partita la discussione, discussione che ci ha portato centinaia di volte sull’orlo della crisi di nervi… ma, dandoci del cretino vicendevolmente ogni dieci minuti, siamo riusciti a elaborare tre teorie delle quali una l’abbiamo messa in pratica.Stranamente tra le ipotesi tirate in ballo riaffiorava spesso durante la discussione l’accostamento dei colori usati nel periodo Liberty, in particolar modo ad esempio il marrone al blu e il rosa al giallo.Logicamente abbiamo preso in considerazione e scartato decine di metodi fino quando sono rimaste tre eventualità.Le ipotesi sono queste: 

A)        Verniciare l’insegna completamente di nero e per le sottolineature e la scritta naturalmente la foglia d’oro.

( Contrariamente a quanto si può pensare, la nostra idea di nero e oro era quella di usare il nero come colore predominante. Scrivo questa precisazione poiché a qualcuno può venire il dubbio, dato che ci sono tre combinazioni con questi due colori. Cerco di semplificare per farmi capire da tutti. Le tre combinazioni sono:

 1

Nero predominante come l’insegna a  la levette di Rouen

 

2

 Oro predominante come l’insegna dell’hotel Post di Nagold

 

3

Perfetto equilibrio tra i due colori. Come la celeberrima insegna del cavallino bianco a Bressanone)

 

B)      Verniciare l’insegna con i colori della natura ma diluiti nella vernice base affinché si notassero appena, praticamente delle velature.

( questa ipotesi non ricordo di averla mai vista messa in pratica su insegne importanti)

 

 

C)     Colorare l’insegna con i colori naturali.

       (Qui gli esempi sono molti, ma come generazioni intere di fabbri,quella che più mi ha colpito è l’insegna della trattoria all’agnello di Kürnbach)

 

 

 

 

 

 

 

Ed ecco le tre idee schizzate, la scelta non è stata facile.

A destra con il nero predominante

sotto con le velature e a fianco con i colori naturali. 

(Credo sia ovvio che le velature riprodotte al computer abbiano poco a che fare con la realtà mentre le altre due scelte sono abbastanza verosimili.)

 

 

 

 

 

 

 

Di seguito per facilità di comprensione una piccola tabella illustra i pro e i contro di ogni ipotesi.

Colore nero 

Velature

Colori della natura 

Pro

Contro

Pro

Contro

Pro

Contro

Con l’oro è il colore base del barocco

e per conseguenza di tutti gli stili derivati

 

Attuale e ottima interpretazione dei colori del barocco.

 

Risultato logico della scenografia barocca, attualizzata dalla tipologia dei colori a disposizione.

 

Facilità di applicazione del nero

Difficoltà per l’applicazione della foglia d’oro

Difficoltà di applicazione

Difficoltà di applicazione

 

 

 

 

 

 

 

 

Ombre che creano  volumi come voluti dal progettista

Ombre bianche che tendono a riflettere e appiattire i volumi in caso di luce intensa

Perfetto equilibrio tra luci e ombre, sottolineati dall’impercettibile cambio di cromaticità.

 

Ottima visione con qualsiasi luce,

possibilità di aumentare il peso visivo giocando con i chiari scuri indipendentemente dal lavoro sottostante.

 

Lettura del colore senza il rischio di una percezione diversa

Monotonia cromatica in mancanza di sole

Eccezionale e raffinata vista con luci radenti

Si rischia in caso di scarsa illuminazione di non avere percezione del colore

Ottima percezione del colore

Una certa confusione cromatica nel braccio

Bel contrasto quando si staglia contro il verde della natura

Pessimo contrasto quando sul retro si trovano i toni del grigio

Ottimo contrasto a distanza ravvicinata con una stupenda variazione di sottilissimi toni tra il grigio del ferro e i colori naturali

Contrasto non buono, a media e lunga distanza emergerebbe solo il colore grigio del ferro, con pessime conseguenze quando si sovrappone agli elementi naturali

Ottimi contrasti

 

Percezione inalterata del lavoro di forgiatura

 

Esaltazione del lavoro di forgiatura

Evidenziazione degli errori di costruzione e forgiatura

Grandi possibilità di nascondere gli errori di costruzione.

Schiaffo morale al lavoro di forgiatura

La scritta sulla tabella se fatta in oro ottiene il massimo del contrasto e si legge a grande distanza

 

 

Se la scritta sulla tabella contrasta molto, per poter essere visibile, non è logica né coerente con i colori del braccio.

Se la scritta è dipinta a velature non si legge che a distanza ravvicinata.

Buon contrasto e facilità di lettura della scritta a  distanza e con qualsiasi tipo di luce

 

Ottime possibilità per  un buon lavoro del doratore

Mortificazione della tecnica pittorica

Tecnica pittorica buona anche se applicata su un materiale diverso dal solito

 

Esaltazione della tecnica pittorica

 

 

Colore abituale usato spesso  a sproposito

Tecnica inedita mai vista su questo tipo di lavoro

 

 

Tecnica già usata in passato con risultati alterni raramente accettabili più spesso atroci, tende a volgarizzare il lavoro se non è eseguita bene.

Possibilità di una buona protezione, dagli agenti atmosferici, potendo applicare numerose mani di fondo e usare smalti concepiti per l’esterno.

 

 

Pessima protezione agli agenti atmosferici, dato che le velature trasparenti non sono pensate per questo scopo specifico.

Buona protezione,

ha le stesse caratteristiche del colore nero

 

La scelta della tecnica di verniciatura è caduta sui colori della natura.

Non si può certo dire che la scelta di questa tecnica sia la migliore ma la meno peggiore, con i presupposti che avevamo.

 

 

CONTINUA…………………

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Progettazione della tabella

In questo articolo spiegherò come ho fatto a disegnare la tabella, che è il centro focale di tutta l’insegna.

La posizione è spiegata nel post “progetto” riprendo da quel punto e cercherò di illustrare i vari passaggi nel modo più semplice possibile.

Inizio cercando il punto aureo dove posizionare il centro della tabella.

Prendo il rettangolo ABCD lo divido in Φ sui due lati congiungo il tutto e trovo il punto E. Questo è il centro.

 

 

 

 

 

 

Per trovare le dimensioni della tabella non ho fatto altro che usare la misura del lato minore del rettangolo ABCD. Come diametro del cerchio in cui inscrivere l’insegna, facendo centro nel punto E ho tracciato il cerchio.

 

 

 

 

 

 

All’interno della circonferenza ho costruito un pentagono, e collegato tra loro i vertici, ottenendo così una serie di punti su cui basare il disegno successivo

 

Eliminate le linee di costruzione che non interessano Ho trovato i punti aurei A e B.

Facendo centro in A con raggio AX ottengo il primo cerchio e specularmene ottengo lo stesso cerchio dalla parte opposta facendo centro in B

 

 

 

 

 

 

 

Tra i punti aurei trovati precedentemente ci sono anche il punto Z e il punto K.

Per collegarli tra loro è sufficiente fare centro in O e con raggio OZ  tracciare ancora un cerchio che logicamente è il cerchio inscritto nel pentagono.

Con questa costruzione possiamo ottenere diverse forme di tabella, oltre quella che sto disegnando

 

Ed ecco disegnato il centro focale di tutta l?insegna

 

Non dimentichiamoci che sto disegnando “in barocco”, di conseguenza la decorazione è preponderante e forse eccessiva, ma non per questo mi posso  permettere di disegnare le decorazioni a caso.

Per disegnare la decorazione della tabella ho agito in questo modo:

dove la linea perpendicolare che attraversa il centro del disegno incrocia la circonferenza che inscrive il tutto, ho evidenziato i due punti A e B 

 

Nel punto A seguendo le linee della parte superiore del pentagono iscritto ho tracciato una cresta.

Il  punto B l’ho usato come centro per la decorazione che corre lungo la circonferenza

 

Ora per finire di progettare la tabella manca solo la scritta.

I caratteri della scritta ovviamente in barocco li ha disegnati il pittore Gianni Dri.

A uno sguardo superficiale pare che Gianni si sia limitato a copiare uno stile di font già noto, ma appare evidente anche a un profano che il font N° 1 ha ben poco a che vedere con il Fraktur Bold a cui può sembrare, e così inediti sono anche gli altri due stili.

Abbiamo scelto il carattere N° 1 in quanto ci sembrava il più  adatto, (decisione arbitraria in concerto con il pittore ignorando la decisione della committenza che aveva scelto il carattere N° 2)

 

 

 1
 2
 3

Tutto qui, per disegnare la tabella ho fatto solo questo.

Sul computer è tuutto molto pulito, ma voglio inserire a lato il vero disegno che ho fatto in sede di progettazione.

Questo sempre per via di come si razzola.

Mi rendo conto che è orrendo, ma con un po di fantasia si riescono a leggere le linee costruttive.

 

INTRODUZIONE

PROGETTO DEI VOLUMI

PROGETTO DEGLI ELEMENTI FONDAMENTALI

PROGETTO DELLA TABELLA

PROGETTO DEL BRACCIO

PROGETTO DELLA PARTE SUPERIORE

PROGETTO DEGLI ELEMENTI DECORATIVI

PROGETTO DEL BRACCIO PORTANTE E RIEPILOGO

COSTRUZIONE

SCELTA DEI COLORI

CONCLUSIONE

MATERIALI

ARNESI

BIBLIOGRAFIA

CRITICHE

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Componenti e lavorazioni principali

Prima di passare alla progettazione vera e propria, è meglio spiegare come ho ottenuto le volute  e gli altri elementi fondamentali nonchè i metodi di fissaggio tra le varie parti.Non voglio essere pedante, ma la spiegazione che è ovvia per qualsiasi fabbro che sappia allacciarsi le scarpe,   non lo è altrettanto per chi non fa il mio mestiere. 

Volute o spirali

La costruzione del tipo di spirale che uso  comunemente è logaritmica

(Una spirale si dice logaritmica quando una qualunque semiretta di origine O intercetta sulla spirale i raggi vettori che stanno in rapporto costante. )

come il tipo A oppure B o C.

Uso meno altri tipi di costruzione come   D o E addirittura la spirale di Archimede F, che mi ricordi, l’ho usata una sola volta al di fuori di  lavori in stile liberty.

Dato che per trovare i volumi ho usato la proporzione aurea, non è un grosso ragionamento scegliere la spirale omonima per costruire tutti i ricci dell’insegna.

Quindi ho scelto la spirale C

 

 

 

A

 

B

 

C

 

D

 E

 

F

 

La voluta che ho disegnato è una spirale logaritmica chiamata spirale aurea.

Come si intuisce ho usato le misure proporzionali trovate disegnando il rettangolo in cui inserire l’insegna.

( Sia il disegno in scala, che in 1:1 è stato eseguito con il compasso tralasciando lo scostamento che c’è tra la costruzione matematica e la costruzione  empirica facendo centro via via in un angolo del quadrato e raggio sul suo lato.)

 

 

Tutte le volute sono state eseguite con questa proporzione, naturalmente la sezione del ferro indicherà l’ampiezza della spirale stessa.

Ovvero a sezione uguale corrisponderà un riccio uguale, più grossa la sezione più ampia la dimensione della voluta e viceversa. 

Qui si può vedere dove ho inserito la spirale che da il movimento a tutto il braccio.

 

 

Continua……….

 

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  Progetto del braccio portante
  Ormai manca solo il disegno più semplice che sarebbe il braccio diritto che divide in due l’insegna.Come si vede sotto è grossomodo diviso in tre parti  A. B. C.
 

 La parte A. è semplicemente un tronco di cono, inserisco il disegno al vero.Con un po di immaginazione si vedono le line per trovare la lunghezza e le semplici operazioni che ho fatto per  trovare i rapporti.  
La parte B, tra il tronco di cono e il puntale, il ferro degrada lentamente e su di esso ho disegnato i fori da fare a caldo, per il sostegno della tabella e per il fissaggio del vaso di fiori.
 La  parte iniziale C del braccio è una cosa decisamente più ricercata.Come si può notare il disegno della punta è stato costruito all’interno di un rettangolo aureo, per far capire come ho trovato la posizione ho lasciato anche il negativo.   

 

 Qui si vede al vero come l’ho costruito.

Con questo elemento ho concluso la progettazione essenziale.

 

 

 

 

 

 

 Riepilogo del progetto

 Dopo aver disegnato i volumi

 Dopo aver disegnato la tabella

 

 

 Lo scheletro del braccio

 La parte superiore

 

 

 

Vediamo a questo punto cosa ho disegnato.

Purtroppo mi sono accorto già di un paio di incongruenze: la prima, la decorazione del supporto del vaso va a coprire una voluta.

La seconda molto più grave è il problema del tirante infatti se si vede lo schizzo di massima, avevo disegnato un tirante per sostenere il braccio orizzontale, inserendo il vaso di fiori con queste proporzioni, il tirante andrebbe a passare nel mezzo del vaso rovinando l’estetica.

La soluzione del primo problema  l’ho rimandata alla costruzione, il secondo problema non l’ho affrontato, ho semplicemente tolto il  problema alla radice eliminando il tirante

 

Conclusioni alla progettazione

È in questa fase che si commettono i più gravi errori, le conseguenze di questi errori possono essere deleterie per un buon lavoro. In sostanza, si pensa, dato che gli errori sono sulla carta, in fase di realizzazione siano aggiustabili.  Purtroppo la maggior parte delle volte la correzione è una pezza a colore, supponiamo che io abbia sbagliato la posizione della spirale aurea che da il movimento al braccio, posso correggere quello che voglio, ma il risultato sarà sempre una linea dinamica non coerente.Preciso che questa nota l’ho scritta dopo aver fatto l’insegna e visto che su tanti errori che ho commesso il movimento è corretto.Ho ritenuto di fare un breve capitoletto a parte per il progetto e la realizzazione delle decorazioni.

 INTRODUZIONE

PROGETTO DEI VOLUMI

PROGETTO DEGLI ELEMENTI FONDAMENTALI

PROGETTO DELLA TABELLA

PROGETTO DEL BRACCIO

PROGETTO DELLA PARTE SUPERIORE

PROGETTO DEGLI ELEMENTI DECORATIVI

PROGETTO DEL BRACCIO PORTANTE E RIEPILOGO

COSTRUZIONE

SCELTA DEI COLORI

CONCLUSIONE

MATERIALI

ARNESI

BIBLIOGRAFIA

CRITICHE

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Progetto delle Decorazioni

Ho notato che è un problema piuttosto astioso, trovare la posizione e il volume delle decorazioni. Siccome non mi è sembrata una cosa  difficile, non vorrei aver risolto un problema complesso con una soluzione semplice e sopratutto sbagliata.

A ogni modo ho agito in questa maniera: ho disegnato il braccio sovrapponendo le linee dinamiche disegnate in precedenza, così grossomodo posso vedere la direzione delle decorazioni.

 

 

In seguito per trovare i punti dove inserire le decorazioni ho semplicemente e pacchianamente disegnato degli ingrossamenti sui ricci in corrispondenza delle linee dinamiche. Per dare movimento e   volume al braccio la maggior parte delle decorazioni viene montata in testa alle spirali, in questo modo il movimento e la tensione visiva vengono aumentate.

Per fare queste decorazioni è sufficiente costruirle proporzionali al riccio di supporto.

Per dare una continuità storica dal seicento in poi, non ho trovato di meglio (figuriamoci se trovavo qualcos’altro) che inserire alla testa dei ricci portanti degli elementi decorativi prettamente secenteschi anche se li ho eseguiti da cani, come si possono vedere dipinti in verde nel disegno.

 

Per costruire le  altre decorazioni, inizio come ho fatto in precedenza a trovare i punti dove vanno posizionate, faccio l’esempio dei fiori che si trovano sopra e sotto il braccio, prendendo successivamente lo stesso rettangolo aureo ho utilizzato le diagonali delle varie suddivisioni interne.

 
Ormai il procedimento che faccio per trovare la posizione dei vari elementi risulta chiarissimo.Come avevo scritto all’inizio della progettazione questo è il punto di maggior peso visivo del braccio per sottolinearlo non solo ho fissato una serie di fiori, ma come supporto agli stessi ho disegnato una serie di linee con il procedimento seguente.  
  Ho trovato  le linee per supportare i fiori in questo modo.Nella parte alta del braccio,  ho semplicemente scostato il cerchio di colore blu, che ha lo stesso diametro dei cerchi in cui ho inscritto la tabella e il vaso di fiori. Gli scostamenti e la posizione sono proporzionali e trovati con Φ.Le tre immagini servono a capire il procedimento.

 

 
 
La maggior parte degli elementi ormai è a posto, almeno sulla carta. Manca un particolare di cui non avevo mai parlato, si tratta del braccio visto da sotto, sembra e forse lo è una scemenza, ma senza una decorazione  che aumenti lo spessore l’insegna né risulterebbe completamente sbilanciata a favore della parte alta che è più spessa  della parte bassa. Per questo ho pensato di inserire una serie di foglie da montare sotto il braccio portante. Qui sotto si vede la costruzione sulla carta della vista da sotto, faccio vedere questo disegno per far capire alcuni particolari.Vista da sotto l’insegna  deve solo avere un equilibrio  visivo dei suoi elementi.La conseguenza vorrebbe che io parta dal punto più basso con la foglia più grande per poi di seguito ridimensionare le foglie in proporzione, così come il disegno A.Invece ho optato per la soluzione B dato che anche un cieco può vedere che è la soluzione corretta,   le foglie più grandi sovrapponendosi al supporto del vaso creano un perfetto equilibrio tra i vari elementi.Tutto questo tenendo presente due cose: La prima, vorrei sapere chi è quel cretino che va a guardare l’insegna da sotto e a che scopo.La seconda, nel disegno gli elementi che compongono l’insegna sono su  un solo piano mentre nella realtà sono su piani diversi.
 
 Adesso per costruire la foglie serve solo proporzionarle sul braccio. Dato che il ferro del riccio portante ha una sezione di circa 28 mm. La soluzione più semplice, facile, ovvia e comprensibile è quella di moltiplicare 28 per f  e ottengo 4,6 che mi da direttamente la larghezza della parte inferiore della foglia in più da direttamente con la misura successiva il lato minore del rettangolo che a sua volta da la misura del lato maggiore, graficamente come si vede a lato.Sarebbe una divisione perfetta  per ottenere le altre foglie bastava semplicemente incrementare di un numero fisso il rettangolo aureo (in questo caso il numero ovviamente era 1,8) di partenza e la soluzione, procedendo con la sequenza di Fibonacci era fatta.Disgraziatamente nel mio caso, o sacrificavo una foglia e di conseguenza non rientravo più nella sequenza, oppure le foglie finendo troppo in alto non erano più proporzionate con la tabella .Le foglie dovevano finire in corrispondenza di una fascetta da un lato e dall’altro dove finisce la cresta laterale della tabella..Il punto era quello e non era  modificabile.  
Avevo un problema e di certo non potevo incrementare il rettangolo aureo su se stesso, dato che la terza foglia sarebbe gia stata lunga 52 cm. E larga 32 cm. Inaccettabile per il lavoro.La soluzione che ho trovato è abbastanza semplice e coerente, come si vede a lato ho diviso un rettangolo aureo e sulle diagonali trovando le linee di divisione, ho disegnato le foglie.   
Non mi resta che disegnare i fiori, nulla di più semplice, basta disegnare un pentagono aureo proporzionale, a seconda del posto dove vanno sistemati e il lavoro è fatto.Sembrerà strano ma con questo disegno ho fatto tutti i fiori, dell’insegna quelli tridimensionali come i gigli o le rose li ho semplicemente accartocciati su se stessi, nulla di epico.Si tratta ancora di fare i pistilli al centro ma per questi non ho fatto i disegni. Praticamente ho preso dei proporzionati dischi di ferro ho fatto un foro al centro e l’ho filettato , siccome tutto è bifacciale avvitando il centro del fiore automaticamente lo fissavo al suo sostegno una cosa velocissima.Mi permetto un piccolo suggerimento si prende un foglio di cartoncino si disegnano i vari  pentagoni proporzionali per il lavoro che si stà facendo si fora il centro e gli spigoli di ogni pentagono-Successivamente basta passare con la matita sui fori della misura che si desidera e il disegno è immediatamente fatto.   
Adesso passo a disegnare le decorazioni in testa ai ricci tralascio di disegnarle tutte credo siano più che sufficienti un paio di esempi  

 

 

Riporto l’esempio di due particolari secenteschi

Come si nota il disegno è stato fatto sul rettangolo aureo

 
 
I disegni di queste lavorazioni sono tracciati in maniera piuttosto classica   
Qualche esempio di decorazioni prima di essere trasportate sulla lamiera  
   Vediamo qui sotto il progetto finito con le decorazioni.
  

 INTRODUZIONE

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