Indice degli articoli relativi all’insegna barocca

 

L’insegna barocca; Progetto – Progetto dei volumi

Fino a questo punto ho ragionato in via completamente teorica e sono giunto alla conclusione di costruire una insegna neo barocca, (il termine è volutamente impreciso data la difficoltà a trovare il nome di uno stile nato nel seicento e continuamente riproposto con varianti nel corso dei secoli)

spiegando le motivazioni e le cause che mi hanno portato a questo risultato.

Lo studio e la ricerca sono relativamente facili da fare, ma d’ora in avanti non ho giustificazioni devo proprio disegnare per mettere in pratica l’idea.

Nello svolgere il disegno ho lasciato anche un paio di idee che ho scartato per rendere chiara l’evoluzione del progetto.

Ho iniziato scopiazzando un’insegna senza peraltro costruire l’armatura di massimo ingombro.

Pensavo di adattarla ai volumi e alle linee di forza in seguito.

E’ un errore, anche grave, me ne sono accorto subito.

Infatti come si vede dal primo orrendo schizzo, è impossibile ottenere un bilanciamento adeguato se non si hanno dei punti di riferimento.

 

Ho repentinamente cambiato l’approccio e disegnato prima il rettangolo e le sue linee portanti.

(il rettangolo non ha ancora misure, quindi l’altezza e la larghezza sono casuali) All’inizio pensavo di costruire il braccio e l’insegna sulle linee di forza di un ideale rettangolo, usando il ribaltamento dei lati minori per trovare la posizione dei vari elementi.

Purtroppo con questo sistema mi ritrovavo spesso a disegnare bracci e insegne già eseguite, è problematico trovare una soluzione inedita su questi volumi dato che molti fabbri li hanno già usati nel corso di troppi anni.

Siccome non riuscivo a disegnare qualcosa di accettabile, sono stato costretto ad affrontare il problema alla radice, per prima cosa ho cambiato il tipo di rapporto optando per la proporzione aurea. Purtroppo in questo modo sono costretto a disegnare dei rapporti molto precisi e non modificabili, ad esempio  il braccio orizzontale è diventato molto più lungo di quello che pensavo inizialmente.

Ho iniziato il disegno (sempre senza misure ma a questo punto l’altezza del rettangolo di massimo ingombro è rigorosamente proporzionale alla sua lunghezza) proprio dai fondamenti.

Anche non volendo può venire in mente il famoso disegno di Sengai, ma non c’entra niente, i fondamenti sono gli stessi sia della cultura orientale che in quella occidentale e soprattutto della geometria.

Per fare lo schizzo ho disegnato un rettangolo aureo e ho inserito le tre forme geometriche elementari, quadrato rettangolo e cerchio questo servirà per posizionare alla grossa il peso visivo dell’opera.

Le figure a lato ricapitolano i passaggi

  1. Rettangolo aureo, ovvero la larghezza proporzionale alla lunghezza
  2. Disegno delle forme elementari nel quadrato di partenza
  3.   Il primo scostamento in modo di occupare lo spazio al massimo delle possibilità, da notare il ribaltamento del rettangolo aureo (in uno ho mantenuto il quadrato mentre nell’altro ho inscritto il cerchio mentre il triangolo l’ho posizionato al centro)
  4.    Sono evidenziate le intersezioni

Sia ben chiaro che questi passaggi servono per iniziare a disegnare in modo logico e corretto

 

Se disegno o costruisco qualcosa sugli spazi che ho disegnato, ovviamente, non viene fuori niente, quindi devo trovare con queste forme un modo corretto per disegnare e poi costruire l’insegna barocca che ho in testa.

Procedo in questo modo: Prima di tutto scompongo il rettangolo aureo

(questa classica ripartizione ricorrerà spesso, inoltre se ricordate su questa divisione è stata costruita l’insegna che ho evidenziato nel capitolo “Lavori antichi in neobarocco”.)

 

A questo punto (anche per essere più rigoroso) evidenzio la linea orizzontale che divide il rettangolo aureo.

Facile capire che sarà il braccio portante

 

Non devo far altro che ridimensionare in proporzione le figure geometriche e inserirle nella griglia.

Sul quadrato verrà costruito il braccio e sul tondo la tabella

 

Manca ancora una figura, il triangolo.

Mentre il cerchio e il quadrato sono stati inseriti con semplicità quest’ultima figura ha bisogno di un adattamento diverso, ma sempre logico e coerente.

Per prima cosa divido il quadrato in Φ e ottengo la linea blu del disegno

 
 Qui si vede dove cade sul triangolo questa linea orizzontale.  
  Sposto il triangolo sul punto aureo della divisione del rettangolo.

Ricapitoliamo, Dopo aver ridimensionato e riposizionato le tre figure geometriche mi ritrovo con il peso visivo di tutta l’insegna.

Si noterà che il triangolo si sovrappone al quadrato, sotto il braccio portante, è evidente che in questo punto il peso visivo sarà maggiore.

(in pratica ci sarà un affollamento di elementi maggiore).

Dopo aver avuto la certezza sul peso visivo, con un certo entusiasmo ho iniziato finalmente a schizzare qualcosa da riprodurre in ferro.

Il lavoro fatto fino a questo punto non è stato noioso è stata una vera rompitura di coglioni.

Ho fatto lo schizzo e dopo averlo visto ho buttato via tutto, incazzato nero.

Non va bene niente di quello che ho disegnato, è evidente che la tabella si trova spostata eccessivamente a destra e a occhio è sbilanciata.

Vediamo come ho rimediato.

Certo non posso rimediare con una pezza a colore, ovvero spostando tout court la tabella verso sinistra.

Di certo va spostata ma sempre in modo chiaro.

Per l’ennesima volta rifaccio il rettangolo di massimo ingombro e nel rettangolo A.B.C.D. a destra, rifaccio la divisione e trovo il punto aureo E

 

 Il cerchio fino a questo momento è posizionato alla destra toccando tre estremità del rettangolo

Sposto il centro del cerchio  fino a farlo combaciare con il punto aureo E.

Quindi così facendo non solo lo avvicino a sinistra ma anche lo abbasso

In questo passaggio  Trovo l’altezza del palo verticale di sostegno.

Non faccio altro che proporzionare il segmento A con Φ e ottengo il segmento B.

Nel disegno a fianco illustro l’ideale rettangolo aureo che contiene tutta l’insegna palo verticale compreso.

Ho lasciato le figure geometriche per capire quale sarà l’impatto generale di questa divisione.

In seguito noterete che qualsiasi elemento è disegnato all’interno di un rettangolo come questo, ovviamente proporzionato in modo via via minore.

Non serve fare questo lavoro, siccome è intuitivo moltiplicare A x 1,618 e il risultato a sua volta per Φ.

Oppure A x Φ e il prodotto sommarlo ad A.

Ora tolte le linee di costruzione e anche le sovrapposizioni, tutto quello che rimane è il disegno a fianco.

Ormai i volumi credo di averli definiti.

Finalmente posso ricominciare a disegnare

Inserisco le altre forme geometriche e anche il braccio orizzontale e mi ritrovo con il peso visivo a destra.

Credo sia un bilanciamento accettabile

Sopra questi volumi ho giocato a disegnare qualche linea d’ingombro.

Non c’è ancora niente di definitivo, sono solo delle tracce per riempire i volumi

Nonostante tutto a questo punto lo schizzo è fatto.

Lo schizzo  è proprio quella schifezza che si vede a dx,

Ho anticipato che sono un pessimo fabbro, in compenso come disegnatore sono anche peggiore.

 

Con un trapanamento di zebedei pazzesco, ho concluso la parte del progetto che riguarda il posizionamento dei vari elementi dell’insegna.

Ho fissato le basi e su quelle ho disegnato lo schizzo di massima.

Non è certamente una cosa bella ma spero sia abbastanza coerente.

Nel prossimo capitolo descriverò come ho ottenuto le misure reali per la realizzazione.

 

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 Adriano Cortiula, fabbro ferraio in Tricesimo