Indice degli articoli relativi all’insegna barocca

 

L’insegna barocca – Costruzione
Siamo arrivati al dunque, la progettazione grafica si è esaurita e il disegno finale è fatto, i problemi teorici risolti, quelli pratici devono ancora iniziare.

Come tutti i lavori impegnativi ho tergiversato non poco prima di iniziare, ero sicuro che stavo facendo una cazzata, di conseguenza ho iniziato il lavoro prendendolo alla lontana, infatti il primo elemento che ho costruito è stato il vaso di fiori posizionato sopra il braccio.

Il motivo di questa decisione stava nel fatto che se non fossi andato avanti, mi rimaneva un elemento che potevo utilizzare in altri contesti singolarmente, al più mi rimaneva in officina a ricordo di una idea non realizzata completamente.

Il vaso l’ho costruito con un rottame di tubo da 2” e 1\2.  l’appoggio del vaso e il vaso sono semplicemente una stratificazione di vari telai tenuta insieme più che altro da viti.

I fiori e le decorazioni sono eseguiti come da progetto

 

 Nella immagine a destra si puo notare la sezione e all’interno le giunzioni.

Le decorazioni sono chiodate sugli elementi diritti.

 Finito il vaso non avevo scelta, o lasciavo perdere il tutto oppure dovevo iniziare la struttura di base.

Continuavo a tergiversare, non avevo voglia di impegnarmi, lo vedevo come un lungo lavoro inutile e fabbrilmente parlando, per nulla inedito.

Avevo fatto il disegno, avevo pure costruito un elemento non secondario, ero consapevole che se facevo la prossima mossa non avrei potuto tirarmi indietro, ovvero avrei fatto una boiata pazzesca, evidentemente la convinzione non è il mio forte.

Il calcio in culo me lo diede il ritrovamento di un pezzo di ferro pieno, lungo un metro e mezzo dalla clamorosa sezione di 80 mm x 40 mm. che una ditta  dedita alla posa dei tubi di metano, aveva abbandonato, disperso o dimenticato lungo una strada.

Per non crearmi problemi, il giorno dopo ho battuto questo ferro fino ad ottenere il braccio.

Ho tirato il ferro e fatto i fori a caldo (dimenticandomi di fare il foro per l’appoggio dei gigli commettendo così uno degli innumerevoli errori che costellano questa insegna) ma ho lasciato indietro la decorazione in cima alla punta, non sapevo come fare e poi durante l’assemblaggio sarebbe risultata ingombrante.

A queston punto avevo iniziato e non potevo tirarmi indietro, sopratutto poiché dopo forgiato, il ferro era lungo oltre tre metri e mezzo, e in officina non passava inosservato, lo avevo sotto gli occhi tutto il santo giorno.

Come primo lavoro ho iniziato a trasportare sulla carta quello che avevo dentro il computer,  ho agito in questo modo:

Su un foglio A3 ho disegnato un rettangolo aureo con misure a caso poi lo fotocopiato una ventina di volte e su ogni foglio ho disegnato il pezzo che dovevo fare.

 Di seguito ho riportato tutti i disegni in scala 1 : 1 su un panello in trucciolato o su una lamiera, in  modo che via via che forgiavo avevo il riscontro immediato.

 A fianco si vede un foglio con la divisione e uno dei fogli che mi sono serviti a disegnare il braccio, si può  notare anche il centro della tabella evidenziato sul foglio.

 La prima cosa che ho fatto per costruire il braccio naturalmente è stata quella di disegnare tutte le volute in scala1:1 su uno scadente pezzo di truciolare.

Successivamente come primo elemento ho costruito il riccio portante, prima ho rinfollato alla meno peggio la testa poi ho fatto la decorazione, operazione molto semplice, con la penna smussata di un martello da 800 grammi ho fatto banalmente tre  scanalature  sulla spatola (come spiegato dove tratto dei pezzi fondamentali)e poi sull’incudine ho tirato su la spirale.

Siccome questa lavorazione l’ho fatta da solo, all’altezza dell’incudine ho posizionato un cavalletto che reggesse il peso del riccio così io potevo fare la testa senza particolare fatica, il seguito è scontato, scaldandolo a pezzi gli ho dato la forma che desideravo.

Costruito il riccio portante ho cambiato ancora elemento e invece di procedere con il braccio ho iniziato la costruzione della tabella.

Tralascio la tracciatura della tabella (vedere il capitolo apposito) che è stata eseguita direttamente sul foglio di lamiera, come da disegno.

A lato si nota il disegno della tabella, e si nota anche con quanta poca grazia è nato

Dopo che ho ritagliato la lamiera della tabella ho fissato un ferro piatto da 30 X 5 mm attorno ai bordi di una facciata, (B) poi ne ho ricavato dei ricci con lo stesso ferro (A) Questi mi sono serviti per attaccare con due fascette la decorazione che corre lungo la circonferenza esterna della tabella.

Dopo aver fatto i due ricci ho semplicemente assemblato con dei ribattini le foglie e il fiore che avevo fatto in precedenza.

Per assemblare le due lamiere fra di loro non ho fatto altro che inserire all’interno un ferro tubolare a croce nel centro e ai lati  numerosi spessori di tubolare che una volta forati da parte a parte sono stati lasciati all’interno tra due lamiere .e poi chiodati , servono come distanziatori.

Dopo aver finito la tabella ho ripreso in mano la costruzione del braccio,

Ho proseguito poi facendo tutte le spirali del baraccio iniziando da quelle con la sezione più grossa e finendo con le spirali che decorano la testa del braccio orizzontale

A lato le ultime fasi della formatura dei ricci è il disegno al vero della parte superiore del braccio


Dopo aver finito i ricci, il lavoro successivo è stato quello di disegnare le sagome su cartoncino per riportarle su ferro e poi ritagliarle, a lato si vedono alcune sagome delle decorazioni
 Quando avevo i ricci pronti ho iniziato a ritagliare le decorazioni su lamiera questo è stato il più noioso lavoro che ho fatto, poiché ogni singola decorazione è stata disegnata ritagliata e, con un pennarello seguendo i contorni, trasportata su ferro, poi tagliata e successivamente con i due metodi base per segnare, uno è quello del martello smussato da una parte (veramente c’è né vogliono due uno Destro e l’altro sinistro)e l’altro è quello del scalpello, le ho segnate tutte.Dopo la dozzinale segnatura le ho scaldate e mentre erano rosse o giù di li le ho movimentate sull’incudine, senza grandi pretese.
Dopo essermi annoiato a morte con questo lavoro ho preso le decorazioni e le ho chiodate sui ricci , mentre facevo questa azione naturalmente assemblavo tra loro anche le spirali che si incastravano  vicendevolmenteE’ una faccenda rognosa, dato che ci sono delle volute che si incastrano vicendevolmente. Il casino nasce dal fatto che praticamente ogni ferro ha delle decorazioni e spesso serve chiodarle prima di montare il tutto come si vede a fianco.

Sotto evidenziato in rosso si nota dove va posizionato questo gruppo

Finita l’operazione precedente si trattava di assemblare il tutto.

 Per fare questo, ho utilizzato il panello di truciolato su cui avevo fatto il disegno, ma prima, dato che le decorazioni sono bifacciali ho dovuto costruire una serie di appoggi che tenessero distanti i ricci dal panello di legno, l’insegna ha un certo spessore, se avessi più capacità risolverei meglio questi insignificanti problemi.

Nella foto a fianco li ho evidenziati in rosso (ingrandendo la foto si vede meglio)

Dopo aver assemblato tutte le volute ho fascettato il tutto, come si può notare le fascette sono chiuse in ogni direzione, questo è dovuto al fatto che l’insegna non ha un davanti o un dietro per cui lo stesso lavoro che c’è da una parte è presente anche dall’altra.A questo punto della lavorazione ho montato la decorazione di testa.
 In seguito, da solo, ma con l’aiuto di un paranco, ho messo in verticale il braccio.Con il braccio nella sua posizione naturale ho montato tutti i fiori, non che ci volesse molto, poi è iniziata l’opera di verniciatura.
Questo capitolo lo immaginavo molto lungo, per spiegare le varie fasi e far capire quanto il lavoro sia impegnativo, invece niente……………… non ce nulla di strano tutte le operazioni sono banali e conseguenti una all’altra.Probabilmente non ho fatto un grande servizio al mito del fabbro che con infuocati ferri trasforma la riluttante materia, in capolavori destinati a testimoniare la sua abilità nel corso dei secoli.Di questo me ne scuso.

 

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 Adriano Cortiula, fabbro ferraio in Tricesimo