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 L’insegna barocca. Prefazione. Perché neo Barocco?

Perché neo Barocco?

Il barocco non piace a nessuno, figuriamoci il rifacimento del rifacimento di questo stile.

Tutte le persone che ho incontrato, riferendosi a questo stile, affermano: che è troppo pesante, troppo elaborato, troppo colorato, insomma troppo.

Quando ho deciso di fare un’ Insegna in questa maniera, sono partito dal presupposto, che uno stile così unanimemente concepito come brutto, deve essere per forza molto facile da disegnare e da eseguire.ben_cornici_04

Sono un fabbro mediocre e quindi per cercare di semplificarmi la vita ho fatto questa scelta, tanto, per male che lavori, il risultato in ogni caso sarà pessimo, quindi non contestabile. Disgraziatamente oltre che essere un fabbro incapace, sono anche molto ignorante, per questo ho dovuto prendere quei due o tre libri che ho sulla scrivania e consultarli per poter fare il disegno.

Con mia grande sorpresa, dopo aver letto qualcosa, mi sono accorto che il parere del pubblico sul barocco era supportato da notevole letteratura. Ad esempio Benedetto Croce nella sua Storia dell’età barocca in Italia si scaglia violentemente non solo contro questo stile ma contro tutte le forme decorative non essenziali.

Di certo non barerò dicendo che ho letto tutto Croce ma solo i capitoli dell’estetica che  interessano per questo lavoro.

E che dire di Ruskin che nelle pietre di Venezia addirittura fa un invettiva vera e propria contro il Barocco, anche se quell’eccentrico studioso pochi anni dopo affermò che la decorazione debba essere preponderante sulla struttura. A me è bastata questa frase per invogliarmi a leggere tutte le sue opere.

Nonostante queste minacce non mi sono lasciato scoraggiare e studiando (studiando??????  bèh si fa per celia) su altri testi ho pensato che, nel corso della storia ci sono degli stili che funzionano come modelli universali: Classico e Barocco non sono dunque degli stili d’epoca datati ed attribuibili ad un momento della storia, ma possono riprodursi con varianti diverse.

È da qui che nasce l’idea del “Neobarocco”: esso non è un ritorno al Seicento, ma la ricostituzione in certi momenti dati di alcune maniere di comporre formalmente un lavoro.

Detto questo, bisogna allora immediatamente osservare che, nell’epoca contemporanea, il ritornare a certe forme della complessità rappresentate dal Barocco, è la soluzione di un’esigenza reale e non utopistica come pensano i razionalisti della domenica.PRAGA-ontana-decorazione

Ci possono essere dunque alcuni periodi, tra cui quello attuale, caratterizzati dal “ritorno all’ordine”, con cui il Neobarocco, opportunamente variato, convive. Tornando all’insegna che dovevo fare, più leggevo e più mi convincevo che ero in un vicolo cieco nel 2007 fare una insegna del genere è una idiozia e questo per essere generosi.

Come al solito quando tutti mi dicono che sbaglio, forse per un riflesso infantile tendo a fare il contrario.

Spero che chi insegna le nuove forme del ferro mi spieghi in parole semplici gli errori di impostazione che certamente ho commesso in questo ragionamento.

In seguito avrò finalmente gli strumenti per poter detestare questo linguaggio come fanno tutte le persone che conosco, che lasciando intendere una grande cultura e sapienza, disprezzano in modo plateale questo stile.

 

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 Adriano Cortiula, fabbro ferraio in Tricesimo