Ringhiera per un cimitero
Ringhiera per un cimitero: Progetto

Tempo fa mi hanno chiamato per costruire la ringhiera del cimitero di Tricesimo.

Una considerazione personale,  in municipio devono essere ridotti male per chiamare un incompetente come me.

In ogni caso ho pensato, progettato, costruito e posto in opera, un lavoro.

In questo articolo cercherò di spiegare come è nata l’idea e come (non per colpa mia ) mi hanno lasciato concluderla, me lo hanno persino pagato.

In questo articolo descriverò l’idea e la progettazione. 

Inizia tutto con una telefonata, i tecnici del comune mi danno appuntamento al cimitero e qui a lato ho fatto la foto nel momento stesso che l’ingegnere mi diceva “quello è il posto dove va la ringhiera”
Capito il posto, sono tornato quando la pioggia era cessata e non rompeva più le palle, in quel’occasione ho scattato diverse foto, per poi con calma elaborarle.

A destra finalmente vedo dove andava posizionata la ringhiera.

 
Se la ringhiera andava posizionata al centro del complesso alla destra e alla sinistra si trova questa  non particolarmente allegra architettura.

Questa foto mostra la parte destra, la sinistra è uguale.

Quello che mi ha più colpito, mentre visualizzavo le foto è stata questa inquadratura sulla destra.

Si nota una pozzanghera al’interno della quale si riflette una parte della parete.

 Non ho fatto altro che congiungere le linee tra la
riflessione sulla pozzanghera e l’edificio.Non è una grande idea ma sufficiente a fare un modulo di ringhiera  coerente. Nel’immagine a destra si nota la linea gialla di riflessione.Tutto qui, l’idea è questa e il modulo su cui ho lavorato ha questa base.
 
Tra il primo e il secondo sopralluogo, avevo in mano solo la foto sfocata fatta con la pioggia

(LA PRIMA FOTO DI INIZIO ARTICOLO)

in ogni caso per prendermi avanti cercavo un’idea, ma il nulla riempito di vuoto che c’è nella mia testa, non aveva fatto altro che prendere ed evidenziare le gocce di pioggia.

Ingrandendo la foto si nota che cercavo l’idea disponendo le gocce sul’ingombro ideale della ringhiera.

Ci tengo a sottolineare che al momento che disegnavo questo, non avevo ancora in testa il modulo sopra descritto.

 
A questo punto mi sono ritrovato con ben due modelli su cui lavorare.

Non nego che il mio primo pensiero sia stato quello di eliminare la faccenda della pioggia, in quanto la vedevo di più difficile realizzazione, d’altro canto il modulo con la riflessione, pur basato su un’osservazione del posto, richiama drammaticamente un numero impressionante di ringhiere analoghe.

Prima di scartare un’idea ho sovrapposto i due pensieri che avevo nella testa , come si vede dal’immagine

Invece di fare qualcosa di utile mi sono messo a svagarmi con queste forme.

La prima cosa che ho fatto è stata quella di riflettere l’immagine

Poi per caso ho preso la forma riflessa dalla pozzanghera e l’ho inserita.

Voglio che sia chiaro che non stavo studiando niente, solo giocando, nella speranza di trovare la forma della ringhiera.

A questo punto, per pigrizia ho accettato dentro me  di sviluppare queste forme.

Per quanto possa sembrare banale ho visto che le gocce di pioggia potevano essere le fascette delle giunzioni.

In breve ho stilizzato la parete

Da questo momento mi sono convinto che forse l’idea non era una cazzata.Quindi mi sono messo ad elaborarla con più consapevolezza.

A destra il primo passaggio, ovvero ho portato gli archi della parete in una forma grafica.

In questo passaggio ho fatto semplicemente le riflessioni per adattare il tutto alla forma che volevo.

La linea di riflessione intuitivamente l’ho tracciata nel semicerchio degli archi superiori.

E qui ho fatto il primo passaggio riflettendo (nel senso di specchiare, il sinonimo non so neanche dove stia di casa) la parte superiore, si intuisce dalla grafica dove andrò a parare.
Ed ecco con uno sforzo pari al nulla, come ho ottenuto il modulo della ringhiera.
Ora ho il modulo uniforme, si notano delle sovrapposizioni  negli angoli tra i verticali e gli orizzontali che facilmente verranno corrette in corso di disegno.
Qui ci sono le gocce di pioggia che andrò a posizionarle come fascette.
Il risultato di massima
Non rimane altro che fare il disegno.Ora non ricordo il perché ho fatto questo schizzo sulla carta, solitamente uso il computer, ma si nota a prima vista un errore fondamentale veramente da cretino.

In un primo momento non si nota niente, ma qualsiasi fabbro che sa fare il suo mestiere capisce la monata che ho fatto

A destra ho ridisegnato al computer quello che avevo fatto sulla carta, in modo da rendere più evidente l’errore.

Nel disegno ho evidenziato il problema, si vede che i cerchi in alto\basso sono di un diametro inferiore alla  semicirconferenza che raccorda i verticali.

Questo è un errore piuttosto grave.

Qui cerco di fare la correzione. È evidente che sia il semicerchio sia il cerchio debbano avere lo stesso diametro quindi provo a disegnare la conseguenza.

Il risultato si vede a destra.

Non va bene poiché l’impatto visivo è troppo pesante sui verticali, poiché in questo modo si raddoppiano.

L’ho capito persino io.

Quindi provo a mantenere lo stesso diametro sia sulla semicirconferenza che sul cerchio e a destra si vede il risultato grafico.

Purtroppo in questo modo il lavoro esecutivo aumenta di molto.

Non ci avevo pensato, però non posso esimermi dal farlo.

I colori servono per capire come in un modulo ci siano diverse lavorazioni

 In un riassunto visivo si vedono i tre impatti.
 Ulteriore confronto.

Si vede il disegno sbagliato

Qui è quello corretto.
La foto al vero chiarisce il procedimento, si notano come ho tagliato i cerchi.
 Sul manufatto a prima vista c’è una serie di fascette che sembrerebbero  illogiche.

Il motivo è da ricercarsi nella legge di Newton, ovvero la fascetta può scivolare in basso non avendo, al contrario delle altre, un allargamento che ne impedisca il movimento.

Questo è un falso problema, poiché le fascette sono inserite a caldo pertanto si modificano al loro interno con la battitura, inoltre con il raffreddamento si restringono su se stesse creando un fissaggio inalterabile.

 Si può affermare con qualche ragione che queste fascette non servono. (mi riferisco anche a quelle posizionate allo stesso modo nella parte inferiore)

Se il fissaggio è stato fatto come sopra spiegato sono inutili.

Questa affermazione è vera, ma in questa ringhiera sono un elemento molto importante dal punto  vista grafico per una lettura più completa e agevole.

Inoltre servono a portare la distanza tra un elemento e l’altro a 100 mm (è una ringhiera per un luogo pubblico) 

Evidenziano la verticalità e segnano l’inizio degli elementi orizzontali.Inoltre, più prosaicamente, servono a nascondere dei pasticci fatti in sede di connessione.

Per fare il progetto coerente devo proporzionarlo ovvero trovare le dimensioni del tutto, ho fatto in questo modo.

Ho portato mio Papà sul punto dove andava messa la ringhiera e gli ho consegnato un metro.

Non si tratta di un metro, ma di una sbarra di cui conosco la misura.

Scattata la foto ho fatto qualche prova sul’altezza.

Il problema più grosso sta nel fatto che comunque la ringhiera è alta, troppo alta per essere utilizzata con comodità.

Questo è dovuto al fatto che il muretto di sostegno è alto da solo circa 30 cm dal calpestio.

Come si vedrà in seguito non ho abbassato la ringhiera per renderla comoda, ma ho tolto l’ipotesi di montare un corrimano, questo per non rovinare con un’altezza goffa l’impatto scenografico di tutta la struttura.

Anche se i fotomontaggi sono piuttosto grezzi ,si intuisce che la ringhiera a destra è abbastanza conforme con l’architettura della costruzione circostante.

Quindi data l’altezza, il resto è un gioco da ragazzi trovare le dimensioni del profilo, basta misurare il disegno e poi fare la proporzione ( sul metro che tiene in mano mio Padre) per trovare ogni singolo elemento.

Trovato il tutto manca solo la logica costruttiva.

Parto come al solito cercando di costruire il tutto con un unico profilo, solitamente questo è un inizio abbastanza coerente, in questo caso avevo un problema, ho individuato il profilo con un quadrello da 20mm di lato, il problema principale erano le fascette in questo caso una fascetta da 20 x 20 mm non è sbagliata è grottesca.

Ho optato per un profilo pari alla metà di quello principale, come si vede a destra, quindi un profilo di 20 mm per 10.

Di seguito come mi sono convinto che andava bene, qui si vedono tutte le fascette con la dimensione data
Ma si notano un numero maggiore di altre fascette (ovviamente N+4)
L’altezza delle fascette è ovviamente diversa, ma quando ho pensato alle gocce le avevo disegnate diverse, per questo motivo ho lasciato l’altezza come me la danno i profili quindi in altezza variano mentre sullo spessore rimangono uguali.
20,5 mm, serve per non avere sporgenze.

Se si vuole evitare questo lavoro si può saldare le fascette, la logica è salva la manualità meno.

Ora è tutto, il progetto è chiuso.
Un’ultima cosa, molti avranno notato una omissione nel progetto.

La ringhiera comprende delle scale quindi manca la progettazione in pendenza.

Non ho inserito questa parte poiché non l’ho fatta.

Ho costruito la ringhiera delle scale con lo stesso modulo che ho usato per fare le parti diritte accostando solo gli elementi in pendenza.

Questo è dovuto ai seguenti motivi;

  1.   È  vero che un cerchio in pendenza diventa una elissi,
  2.  È altrettanto vero, che per la legge della continuità visiva se io avessi fatto le ellissi al posto dei cerchi ben che mi sarebbe andata nessuno avrebbe notato il fatto.
  3.  Sempre per la suddetta legge,  si sarebbe notata un discordante troncamento visivo.

 

Sotto inserisco i modelli grafici con le elissi, si nota persino sul disegno l’inutilità del lavoro.

Nel disegno a destra si nota altresì il ritmo minore delle fascette .

 

 


 Adriano Cortiula, fabbro ferraio in Tricesimo