Il rifiuto di un’idea

Caro *******, scusa se mi permetto di scrivere per obiettare al tuo saggio consiglio.

Il suggerimento che mi dai è quello di rifare sopra l’ingresso del Tuo bar la ringhiera del municipio del Tuo paese.

Ora chiunque guardi il balcone in ferro del municipio di Cassacco, arriva rapidamente alla conclusione che l’unica parola con cui si può caratterizzarlo è l’aggettivo “brutto”, FIG 1 giudizio molto più severo lo esprimono coloro che di ferro abbiano sentito parlare almeno una volta nella loro vita.

Nessun fabbro del globo terracqueo si sogna di eseguire o commentare una simile schifezza.

Non sono molto bravo, come dimostra la totale mancanza di fiducia che Hai espresso nei miei confronti, fornendomi una idea già fatta ed evitandomi di pensare. In fondo concordo con Te non sono che un povero e ignorante fabbro, però vorrei sottolineare alcune incongruenze che mi sembrano evidenti, so benissimo che posso venire smentito a stretto giro di posta con una serie di valutazioni molto più intelligenti, ponderate e suffragate delle mie, comunque io ci provo lo stesso.

Fig. 1

1) Fare lo stesso lavoro in ferro, con lo stesso disegno su due edifici diversi della stessa piazza non sembra una grande idea.

Di solito, dopo aver studiato le caratteristiche architettoniche di un edificio e soprattutto le linee e la conformazione della pianta della terrazza, si predispone un disegno ed eventualmente un bozzetto (tutti, ma proprio tutti i fabbri fanno in questo modo) A occhio nudo il municipio è diverso dallo stabile in cui si dovrebbe costruire la ringhiera.

2) Il disegno (del balcone del municipio) come si vede non solo è pessimo, segno inequivocabile, della limitatezza sia intellettuale che pratica di chi l’ha disegnato, (ho cercato di ridisegnarlo per vedere cosa si è trovato tra le mani il fabbro) FIG: 2 ma è stato copiato male da altri cattivi disegni.

Fig. 2

Il giudizio sembra eccessivamente severo ma è facile da dimostrare, quando si disegna una ringhiera inginocchiata (lo sgradevole modo di chiamarla attualmente è “a pancia”) ci si rifà alle ringhiere di Noto dell’epoca barocca con le loro proporzioni ben determinate, solitamente le proporzioni del diatrasson, in questo caso l’autore del disegno non ha preso in considerazione alcun tipo di proporzione, c’è completa anarchia tra vuoti e pieni tra i vari spessori del ferro, tra altezza e larghezza insomma niente di niente, ha tralasciato anche la legge italiana, che in casi come questi prevede delle misure ben determinate per la sicurezza degli utilizzatori del ballatoio.

Come se queste approssimazioni non bastassero, è stata disegnata in modo che le volute seguissero il disegno arcuato della semicirconferenza, questo è un grave errore fabbrile, i due più autorevoli libri che parlano di questi balconi tra le migliaia di foto, non ne hanno nessuna con volute che si adattino alla semicirconferenza.Questa la semplice e banale spiegazione del perché la lavorazione andava fatta in modo completamente diverso.

Ora facciamo una osservazione visiva. Se il progettista è, come ho dimostrato, molto scadente, anche uno che non fa il fabbro sa che le spirali per essere corrette debbano essere logaritmiche, (non è il caso di parlare di altri tipi di spirali in quanto la pochezza del lavoro è evidente, ad esempio sottolineare che nel liberty si usava la spirale di Archimede mi sembra del tutto incongruente in questo testo) invece in questo caso il ferro di ogni voluta, quando chiude la spirale, ha un percorso nichilista.

Fig. 3

I montanti del balcone non sono in ferro battuto, bensì in ferro massacrato a freddo da qualcuno che lo odia ferocemente, come si vede chiaramente dalla Fig. 4

Fig. 4

Non parlo degli assurdi ovali messi negli angoli in modo assolutamente stupido, ma cosa c’entrano con la ringhiera due specie di malfatte ovaloidi, è un semplice affastellamento di elementi per coprire il buco d’angolo. Solitamente le estremità di un balcone vengono disegnate ed eseguite in maniera ineccepibile, poiché è il punto più visto dell’intero terrazzino.Fig. 5

Fig. 5

Le fascette, chi ha montato le fascette (male) certamente non aveva niente altro sotto le mani, inoltre non si capisce perché le hanno messe, dato che la saldatura elettrica emerge sotto o sopra di esse.

Ma se il ferro è saldato a cosa servono? Inoltre sono troppo sottili per tenere alcunché per di più hanno scanalature che non centrano niente ne con la ringhiera ne con il palazzo ne con il paese intero. Fig. 6

Fig. 6

Invece voglio parlare di cosa non c’è, tutto è giustificabile a questo mondo, ma il balcone di un municipio sopra la porta centrale ha uno e un solo scopo, quello di poter esporre nelle ricorrenze le bandiere, come si può pensare di fare la ringhiera senza il portabandiera, questa è una vera assurdità.

Ovviamente chi ha costruito quell’infamia non era certo in grado di costruire i vari elementi, i quali sono stati comperati a basso prezzo alla ferramenta Bardelli di Martignacco o in una qualsiasi ferramenta d’Europa.

4) Di conseguenza mi chiedo:

Perché inserire un lavoro del genere in un edificio che non ha mai fatto del male a nessuno?

Perché imporre ai passanti per due volte la vista una riprovevole ringhiera?

Perché rovinare un angolo che a tutt’oggi è tra i più belli del paese?

Perché obbligare la Madonna ad avere sotto agli occhi una bruttura tutto il santo giorno?

Perché costruire una ringhiera con stili dei secoli passati ignorando il fatto, constatabile su ogni calendario che siamo nel 2010? È enormemente più vantaggioso non farla.

Queste sono le considerazioni che faccio.

UNA RINGHIERA SULLA PIAZZA

PRESENTAZIONE

PROGETTO

COSTRUZIONE

RELAZIONE FINALE DEL LAVORO

IL PROGETTO DELLA FOTO FINALE

LA PROPOSTA ACCETTATA

IL MIO PROGETTO BOCCIATO

COME HO RIFIUTATO LA PROPOSTA DEL CLIENTE


 Adriano Cortiula, fabbro ferraio in Tricesimo